Anello Stra, Lido di Venezia, Chioggia in bici

Domenica 9 maggio 2021 con Albe e Fede (vecchi amici dell’Apricot Ski Club) insieme a Gianni, Raul e Max ho percorso un classico del cicloturismo veneto: l’anello che unisce Venezia, il Lido di Venezia, Chioggia e Stra (vicino a Padova).

Dal punto di vista dell`equipaggiamento tecnico, il gruppo era variamente assortito:

(i) Raul aveva una bici da corsa proveniente addirittura dal Team Sky, vale a dire il top di gamma proveniente dalla squadra ciclistica più forte del mondo

(ii) Raff, Albe e Max: bici da corsa

(iii) Fede: gravel

(iv) Gianni: e-mtb con due batterie da 500 W.

Il giro completo e` di circa 113 km. La bici ideale e` la gravel.

Qui sotto la foto dei gitanti sul traghetto per il Lido di Venezia.

Punto di partenza

Il punto di ritrovo è stato il grande parcheggio di Villa Pisani, a Strà, all`incrocio tra via Nazionale e via Pisani. Si tratta di un parcheggio sterrato, gratuito, in grado di ospitare svariate decine di auto.

Ritrovo: ore 9.00

Riviera del Brenta, Marghera e Ponte della Libertà

Adempiuti i doverosi convenevoli, resisi ancora più importanti dalla circostanza che, per alcuni, era il primo incontro, e che, per altri era un ritrovarsi dopo tanto tempo (causa covid), abbiamo iniziato a pedalare, sotto un bel sole, ma con un’arietta frizzante, che ha fatto rimpiangere al sottoscritto i manicotti (lasciati in auto).

Da Strà all’imbarcadero del Tronchetto di Venezia ci sono circa 35 km di strada, tutta asfaltata. Questo primo tratto di escursione si può dividere idealmente in tre settori:

  1. Riviera del Brenta

2. Marghera

3. Venezia e Ponte della Libertà

Si inizia costeggiando il fiume Brenta, sponda destra (la cd. Riviera del Brenta). Si tratta di una strada a basso traffico, inserita in molti percorsi cicloturistici, perché collega Padova con Venezia e permette di ammirare le famose Ville Venete. Non ci siamo goduti appieno le bellezze architettoniche dei luoghi attraversati per timore di perdere il traghetto a Venezia: non abbiamo fatto praticamente soste e abbiamo pedalato a circa 30 km/h.

La Riviera del Brenta finisce quando si attraversa la SS Romea e si entra nella area portuale di Marghera (il secondo settore): nel weekend il traffico è praticamente nullo. I luoghi hanno comunque un loro fascino, dato che si vedono gigantesche gru, pile di container, silos e grandi magazzini.

Il terzo e ultimo settore è estremamente particolare e lo trovo, ogni volta che lo percorro, assai suggestivo, dato che si viaggia per 3-4 km lungo la pista ciclabile del Ponte della Libertà, che collega Venezia alla Terra Ferma.

Non avevo mai attraversato il Ponte della Libertà la domenica mattina di primavera; mi ha quindi colpito la marea di biciclette che, come noi, si stava dirigendo verso il Lido di Venezia. C’erano gruppi in gravel, coppie con il cagnolino sul cestello, famiglie e bimbi con gli zaini pieni di teli mare: c’era una forte atmosfera di festa e libertà (e un leggero timore di non trovare posto nel traghetto😊).

Dopo 1h 30min dalla partenza siamo arrivati alla biglietteria del Tronchetto, dove ho speso € 23 per il pass giornaliero per il trasporto acqueo, oltre ad € 1 per la bicicletta per ciascuna tratta di traghetto. Come anticipato, c’era moltissima gente; così tante bici insieme le ho viste solo ad Amsterdam. Siamo però saliti sul Tragetto poco prima della sua partenza, regolarmente avvenuta alle 11.50.

Durante la traversata si passa davanti a Piazza San Marco. Vedere il Palazzo Ducale durante un giro in bici ha un sapore speciale.

Lido di Venezia

Sbarcati al Lido di Venezia abbiamo seguito le indicazioni del percorso cicloturistico che, giustamente, ti fa passare per il centro dell’abitato e correre lungo il mare.

Dall’imbarcadero del Lido a quello degli Alberoni sono circa 12 km di strada, buona parte sulla viabilità ordinaria. A questo proposito va precisato che per me era la prima volta al Lido: sono rimasto quindi stupito perché trattasi di un conglomerato urbano molto grande e, ciclisticamente parlando, sono rimasto un po’ scocciato dal traffico veicolare più intenso del previsto (e dai pochi chilometri su pista ciclabile).

Man mano che ci si allontana da Lido il traffico diminuisce. Agli Alberoni ci siamo fermati nella piazzetta in un bar colmo di avventori per l’aperitivo; noi abbiamo mangiato un toast in attesa del traghetto per Pellestrina.

Dagli Alberoni all’imbarcadero c’è un breve pezzo di pista ciclabile sulla Laguna: molto breve ma spettacolare, e che giustifica tutta la fatica del giro.

Alle 12.50 abbiamo preso il traghetto per l’isola di Pellestrina, non senza aver assistito a scene di nervosismo da parte degli isolani per la presenza di così tanti “foresti”. Ed invero, anche qui le biciclette erano molte, e non posso negare un po` di apprensione per la mia bici in carbonio coperta da decine di altre bici.

Pellestrina

L’isola di Pellestrina è lunga circa 8 km. Anche in questo caso si percorre in buona parte la viabilità ordinaria; qui però il traffico è praticamente assente e quindi ciclisticamente parlando è stato uno dei tratti migliori dell’intero giro.

L’ambiente è particolare, con piccole case colorate e un forte odore di salsedine che ti riempie i polmoni.

Il centro di Pellestrina, con un piccolo porto e diversi bar e ristornati, è davvero stupendo e rafforza l’idea che questa sia la parte migliore dell’intera gita.

Informazione importante per il ciclista: davanti alla chiesa c’è una fontanella.

Alle 14.00 ci siamo imbarcati sul vaporetto che ci ha portati a Chioggia.

Chioggia – Stra

A Chioggia abbiamo mangiato un gelato e iniziato il tratto finale di oltre 40 km verso Stra.

L’uscita da Chioggia per il ciclista rappresenta il punto peggiore dell’intero giro, dato che bisogna percorrere la SS Romea e i suoi pericolosi svincoli. Al fine di limitare i km sulla Romea, noi ci siamo diretti verso la SP 7 e costeggiato il Bacchiglione.

Il tracciato che costeggia il Bacchiglione è dapprima asfaltato, per poi diventare sterrato: l’ideale per le gravel bike. Noi l’abbiamo percorso per qualche decina di km. Il timore di forare le bici da corsa e conseguentemente di rovinare la gita proprio alla fine ci ha indotto, dalle parti di Codevigo, ad abbandonare il percorso e proseguire sulla strada provinciale. Un vero peccato, dato che ci siamo persi una delle parti migliori dell’intero percorso!

Alle 16.20 siamo arrivati a Stra, dove abbiamo festeggiato con birra e dolci, e constato che e` stata una bella giornata in bici sotto il sole.

Per la home page dell`Apricot Skiclub clicca qui.

Per il racconto di altri percorsi e anelli in bici clicca qui.


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