Sabato 20 luglio, dopo aver visitato il faro di Rubjerg Knude abbiamo continuato il nostro viaggio verso il nord della Danimarca, fermandoci un paio di ore a Råbjerg Mile, una delle dune di sabbia mobili più grandi d’Europa. Avevamo letto che questa enorme distesa sabbiosa, che si muove di circa 15 metri l’anno, offriva uno scenario surreale, quasi da deserto, e non vedevamo l’ora di esplorarlo di persona.
Arrivati sul posto, ci siamo trovati di fronte a una distesa infinita di sabbia bianca. Le dune si estendevano come onde congelate, modellate dal vento, e i loro profili lisci e ondulati si stagliavano contro il cielo azzurro.

I bambini, Tommaso e Ludovica, sono stati i primi a correre verso le dune. Alcune erano veramente ripide.

I bambini si sono lanciati giù dalle dune, ridendo a squarciagola. I loro passi affondavano nella sabbia e, ad ogni balzo, sembravano volare per qualche istante.


Anche mamma Romina si è unita al gioco, riscoprendo la gioia infantile del saltare, sentendo la sabbia scivolare sotto i piedi.

Ci siamo poi addentrati nel cuore del deserto di Råbjerg Mile, salendo le dune più alte. Dalla sommità, potevamo vedere il mare in lontananza e l’orizzonte che si fondeva con le onde morbide delle dune.

Mentre ci allontanavamo dalle zone più frequentate, il silenzio è iniziato a farsi sentire. Le voci lontane delle altre famiglie e dei turisti svanivano piano piano, lasciando spazio al solo suono del vento che soffiava delicato tra le dune. La sabbia diventava sempre più compatta.

Råbjerg Mile ci aveva offerto un inaspettato divertimento, ma anche un senso di meraviglia per un posto così insolito in un paese scandinavo.
Risaliti in camper ci siamo diretti a Grenen, per la terza tappa della più lunga giornata danese.

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