Il 23 luglio 2023, dopo aver visitato Lombard Street, abbiamo continuato la nostra passeggiata nel centro di San Francisco dirigendoci verso la Coit Tower.
Ci siamo resi conto di essere arrivati a Little Italy guardando le iscrizioni in italiano sulla facciata della Chiesa di San Pietro e Paolo.

Appena entrati ci è venuto incontro un prete. Dopo qualche scambio di battute in inglese (che bella famiglia, da dove venite, ecc.) ci siamo messi parlare in italiano in quanto era originario di un paese vicino a Trento (Cavedine), e aveva studiato a Padova.
Il prete ci ha spiegato che North Beach è un quartiere con una storica e radicata comunità italiana, come si può ancora vedere da una serie di trattorie, caffè e bar in stile rétro.

Il parco pubblico di fronte alla chiesa di San Pietro e Paolo è Washington Square, invaso da gruppi di signore cinesi che ballavano e facevano tai chi chuan. Noi ci siamo fatti una foto davanti alla statua di Benjamin Franklin, probabilmente incuriositi dal fatto che contiene una capsula del tempo sepolta nel 1979 e che sarà aperta nel 2079.

Con pochi passi siamo saliti a Telegraph Hill, per raggiungere la rinomata Coit Tower, con murales risalenti all’epoca del New Deal e viste panoramiche.

Pagando un biglietto è possibile salire in cima; noi abbiamo preferito lasciar perdere, ma abbiamo apprezzato assai i citati murales sulla storia e cultura di San Francisco.

Siamo quindi tornati a North Beach, per respirare l’atmosfera della Beat Generation nella famosa libreria City Lights, frequentata da Kerouac e Ginsberg, e uno dei centri pulsanti delle rivoluzioni sociali e politiche degli anni ’60 e ’70.

Da qui si vede anche la Transamerica Pyramid, uno dei simboli più riconoscibili della città californiana data la sua forma piramidale. Finito di costruire nel 1972, l’edificio divenne il grattacielo più alto di San Francisco e della costa occidentale degli Stati Uniti d’America; è rimasto l’edificio più alto di San Francisco fino al 2017.

Ancora pochi passi, e siamo entrati a Chinatown, considerata la più grande comunità cinese residente fuori dalla Cina. E in effetti, sembra di essere in un mondo cinese al di fuori della città americana, dato che è tutto cinese, dai tanti negozi di souvenir ai mercati del pesce, ai ristoranti. A Portsmouth Square abbiamo visto i vecchi uomini giocare a scacchi cinesi o a morra, come descritto nei libri e nelle guide turistiche.

L’ingresso ufficiale del quartiere è all’incrocio tra Grant Avenue e Bush Street, dove si vede una porta di architettura cinese (porta del drago), ornata da due leoni sui marciapiedi.

Dopo aver visto il quartiere italiano e quello cinese, abbiamo deciso di andare (con i mezzi pubblici) al quartiere messicano: Mission District.
D’improvviso sembra di aver cambiato continente: ci sono negozi, taquerias, mercati di frutta tropicale e panaderias. Gruppi di ragazzi che cantano e ballano. Ogni singola persona e ogni singolo negozio diffondono atmosfere messicane e latine lungo le strade del distretto.

Tuttavia a rendere unica questa zona è l’alta concentrazione di murales, che sembrano trasformare l’intero quartiere in un vero e proprio tripudio di colori, un museo a cielo aperto.



Dal Mission District ci siamo diretti, a piedi, verso il quartiere di Castro. Lungo la passeggiata si attraversa Dolores Park, una gigantesco prato dove la gente locale di tutte le età si riunisce per fare picnic, ballare, cantare.

Dai punti più alti del parco si gode anche di una discreta vista sulla città.

Castro è il quartiere gay di San Francisco; anzi, è il cuore della comunità gay di tutto il mondo. Prima quartiere di immigrazione scandinava e irlandese, nella seconda metà degli anni sessanta è diventato un luogo di ritrovo per i tanti omosessuali che da ogni parte degli Stati Uniti accorrevano a San Francisco, attirati dalla ventata di libertà che il nuovo movimento di controcultura hippie stava portando alla città californiana.
A Castro la prima cosa che abbiamo visto è una finestra con barbie lesbiche e Ken dai falli enormi.

A Castro anche le strisce pedonali hanno i colori arcobaleno.

Il centro di Castro è rappresentato dall’intersezione tra Castro Street e la diciassettesima strada, in una piazza al centro della quale è issata una grande bandiera arcobaleno, nei pressi del celebre Castro Theatre.

Le bandiere arcobaleno sono ovunque.

Abbiamo finito la lunga giornata ammirando il tramonto sulle Painted Ladies, vecchie case vittoriane dai colori pastelli. Sono tra le case più famose di San Francisco, anche se a mio avviso vi sono angoli più pittoreschi.

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