Per l’11° weekend di sci, sauna e cibo, l’Apricot Skiclub è tornato, dopo qualche anno di assenza, in Austria.
Siamo partiti alle 5 di sabato 17 febbraio 2024 in direzione di Schaldming, scelta perché è una delle principali località sciistiche delle Alpi: ci sono centinaia di chilometri di piste da sci raggiungibili con moderni impianti di risalita; ha ospitato i campionati mondiali di sci alpino nel 1982 e nel 2013 e tante altre manifestazioni. La pista Planai, cioè quella che arriva proprio in centro, ospita una delle più importanti prove di slalom speciale di Coppa del Mondo; negli ultimi 20 anni la gara di sci si tiene in notturna (The Night Race) davanti a 70 mila spettatori.
Poichè a Schaldming il tempo era pessimo, alle 8.30 abbiamo deciso di fermarci a sciare a Katschberg, località scoperta in estate da Matt das Aas e frequentata un paio di volta dal sottoscritto in inverno. Il tempo non era eccezionale, ma almeno non c’erano precipitazioni.
La prima foto del weekend, come da tradizione, è stata quella in seggiovia.

A Katschberg ci sono 16 impianti di risalita che, tranne qualche eccezione, sono tutti moderni e a sganciamento automatico, e servono 70 km di piste.

Sul versante di St. Michael in Lungau c’è la pista A1 che ha un dislivello di quasi 1.000 metri per uno sviluppo di 6 km.

Dopo un lauto pasto tradizionale a base di Wienerschnitzel, Wurstel, patate, Kaiserschmarren, abbiamo ripreso la macchina per andare ad Altenmarkt, dove abbiamo trascorso due ore nelle terme Amadè. Contrariamente a quanto fatto nel febbraio 2018, non abbiamo provato gli scivoli, ma siamo andati nella zona spa e saune.
Altri 30 minuti di auto e siamo arrivati all’hotel Stierer, a Ramsau am Dachstein, dove abbiamo cenato (il peggior pasto della storia dell’Apricot Skiclub) e pernottato.
Domenica mattina, con un discreto sole, ci siamo diretti verso la Planai, in pieno centro a Schladming. Durante il viaggio ci siamo resi conto della drammatica situazione climatica delle Alpi: non c’è neve; le piste sono strisce bianche tra i pascoli verdi e marroni. Tristezza assoluta!

Alla partenza della Planai ci sono diversi parcheggi multipiano; i pilastri di sostegno hanno sgabelli per togliersi gli scarponi, nonchè spazzole per pulire gli sci.


Alle 8.30 c’era già tantissima gente e in alcune piste era praticamente impossibile sciare; nonostante gli impianti fossero numerosi e veloci (seggiovie da 8 posti), in media abbiamo fatto 10-15 minuti di coda.
Alla fine, una delle cose più piacevoli della sciata è stata la merenda in rifugio (da Sepp), con un bel canederlo alla vaniglia.


Alle 13 abbiamo disceso la mitica pista Planai. La neve morbida – acquosa, le cunette, e il caldo estivo hanno trasformato l’esperienza in una sorta di incubo.

Ci siamo quindi fermati nel bar – ristorante all’arrivo della pista (Hohenhaus Tenne), che si segnala per le tante memorabilia e i quadri che ricordano il podio di tutte le gare di sci svolte in questa località.

Dopo pranzo, delusi dalla qualità delle condizioni nivologiche del luogo, ma decisi a non sprecare lo skipass giornaliero, siamo andati con lo slittino lungo la pista di Weitmoosalm. Si sale in cabinovia, e si scende lungo una pista dedicata agli slittini e lunga 7 km. Abbiamo fatto la pista due volte.

Alle 17, con la schiena e gli addominali distrutti, e completamente bagnati, siamo tornati in albergo a fare una sauna.
La sera siamo tornati in centro a Schladming per fare una passeggiata, ma ormai tutti i negozi erano chiusi.

La cosa più interessante è stato l’edificio del Municipio, assai inquietante e che ricorda la casa della famiglia Addams.

Dopo una discreta cena a base di carne, come i bambini delle elementari siamo tornati alla partenza della Planai a guardare il gatto delle nevi battere la pista.

Siamo poi andati a bere e ballare nel vicino Apres Ski; era pieno di ragazzi inglesi e olandesi; ci ha stupito la circostanza che almeno la metà degli avventori fosse ancora vestita da sci; non pochi indossavano ancora gli scarponi da sci.
Lunedì mattina siamo scappati da Schaldming a causa di un temporale con vento e pioggia, per andare a sciare a Villach, dove c’è un comprensorio con circa 60 km di piste e 20 impianti. Per sciatori medio-esperti ci sono 5-6 seggiovie moderne e veloci (il resto sono seggiovie e skilift per bambini e principianti).
Abbiamo parcheggiato la Volvo di Gek nel parcheggio multipiano nei pressi del lago di Villach (Ossiacher See), a circa 1 km dallo svincolo autostradale, e con una cabinovia siamo saliti in quota. Qui la temperatura e l’ambiente sono tornati tipicamente invernali, con freddo e buona neve.
Abbiamo fatto un’ottima sciata. Il panorama era molto bello e spaziava dal Tirolo all’Italia alla Slovenia. Sotto si vedevano i famosi laghi della Carinzia.

Avendo fatto uno skipass per sole tre ore, abbiamo fatto in tempo ad andare a pranzare in centro a Villach; qui abbiamo anche fatto una passeggiata nel centro storico e shopping per le famiglie.

Arrivati a casa verso le 19, Matt ci ha deliziato con alcune foto degli stinchi delle sue gambe, martoriate dai super scarponi Head Flex 140.

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