Il Big Sur è un tratto della California State Route 1 a sud di Monterey, famoso per la sua straordinaria bellezza naturale e la sua costa spettacolare sopra l’oceano Pacifico; è caratterizzato da ripide scogliere, spiagge incontaminate, foreste di sequoie e canyon selvaggi.
Noi l’abbiamo visitato il 28 luglio 2023 durante il nostro tour della California.

E’ sufficiente dedicare mezza giornata per sperimentare tutte le ragioni per cui il Big Sur è così famoso. Innanziutto ci sono paesaggi mozzafiato: le scogliere vertiginose e le formazioni rocciose pittoresche offrono viste spettacolari sull’oceano e sulle onde che si infrangono sugli scogli.

Il Big Sur ospita diversi parchi naturali, tra cui il Pfeiffer Big Sur State Park e il Julia Pfeiffer Burns State Park, che offrono opportunità per escursioni, campeggio e osservazione della fauna selvatica.

Ci sono numerosi sentieri escursionistici nel Big Sur che permettono ai visitatori di esplorare la bellezza naturale della zona, con viste panoramiche e accesso a corsi d’acqua e cascate.

Sulle guide turistiche si legge spesso che il Big Sur è punteggiato da spiagge remote e incontaminate, alcune delle quali sono accessibili solo attraverso ripide scalinate o sentieri nascosti.
La più famosa è Pfeiffer Beach, alla cui visita abbiamo dedicato un bel pò di tempo e di foto.

Per accedere alla Pfeiffer Beach abbiamo dovuto pagare un biglietto di circa 10/15 dollari. Un po’ perché maldisposti dalla gabella, un pò perchè c’era molto vento, questa spiaggia è stata la principale delusione della vacanza californiana. Vi erano tuttavia locals attrezzati per trascorrere tutto il giorno in spiaggia, come facciamo noi a Jesolo o a Rimini.

Ci è sembrato un posto troppo selvaggio per fare la giornata “a mare”; non credo che l’oceano Pacifico diventi mai liscio, ma in una tale evenienza dovrebbe essere “cool” attraversare questo misterioso buco negli scogli, che dalla forma sembra essere realizzato dall’uomo.

Lungo il Big Sur vi sono diversi iconici punti di interesse, come le McWay Falls e il Bixby Creek Bridge, uno dei ponti più fotografati al mondo,
La McWay Falls è una cascata di acqua dolce che si getta direttamente nell’oceano. Si raggiunge attraverso un sentiero di 15 minuti dal parcheggio (anche questo a pagamento).
E’ una tappa imperdibile per i viaggiatori lungo la Pacific Coast Highway nel Big Sur, tant’è che è pure l’immagine di copertina della Lonely Planet della California che abbiamo usato per questa vacanza (prestata da un amico, e a questi subito restituita; quindi al momento non riesco a verificare l’edizione).

Nella mezza giornata dedicata alla visita del Big Sur ci ha particolarmente colpito il Bixby Creek Bridge, uno dei ponti più fotografati al mondo. Ci sono diverse ragioni per la sua fama:
1. Design architettonico: il ponte ha archi alti e slanciati che si innalzano sopra la gola di Bixby Creek. La sua graziosa curva e la posizione spettacolare sulle scogliere lo rendono un punto di riferimento visivamente impressionante lungo la costa.

2. Posizione panoramica: il ponte offre una vista spettacolare sull’oceano Pacifico e sulle scogliere circostanti. Inoltre, si consideri che proveniendo da nord (Monterey), è una delle prime attrazioni che si vedono e quindi è uno dei primi luoghi in cui si parcheggia l’automobile per ammirare il paesaggio mozzafiato del Big Sur.
3. Storia: costruito negli anni ’30 durante la Grande Depressione, il Bixby Creek Bridge rappresenta un notevole esempio di ingegneria e architettura dell’epoca dato che quando fu completato era il ponte a campata più alto del mondo.
4. Costruzione: la sua realizzazione ha ovviamente richiesto un notevole sforzo e ha contribuito a rendere accessibile la remota regione del Big Sur agli abitanti e ai visitatori. La storia più interessante è però che fu costruito dai galeotti delle prigioni californiane.
5. Fama mediatica: il Bixby Creek Bridge è stato presentato in numerosi film, programmi televisivi, pubblicità contribuendo così alla sua fama globale e a farlo diventare qualcosa di “nostro”.

Il pomeriggio è stato usato per un trasferimento di tre ore verso Fresno, luogo prescelto per il pernottamento prima di affrontare le foreste con le sequoie giganti. Degno di menzione lungo il tragitto è questo bacino (artificiale?) chiamato San Luis Reservoir, una delle principali riserve di acqua degli Stati Uniti, che si trova proprio a fianco dell’autostrada.

A Fresno si è conclusa la prima parte della vacanza, quella lungo la costa del Pacifico; abbiamo così cenato, dopo tanti giorni di pesce, in una steak house.
Abbiamo pernottato nel Vagabon Inn, che da fuori sembrava nella norma dei motel americano, ma che ci ricorderemo sempre perché:
– mentre io ero nella reception a farmi cambiare le lenzuola della mia stanza, che sembravano piene di “cacchine” di insetto, i miei figli hanno assistito all’arresto di una madre americana ospitata nella stanza confinante alla loro, sentendo anche le grida dei figli dell’arrestata;
– la mia camera era piena di scarafaggi: ne uscivano a decine, da ogni pertugio della stanza. Fortunatamente, dopo cena, prima di rientrare in albergo abbiamo avuto la brillante idea di comprare in un gigantesco Wallmart una confezione di spray anti blatte che ha leggermente reso più abitabile la stanza.

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