Foliage nelle Foreste Casentinesi

Cosa è il foliage

Il foliage è probabilmente la cosa migliore dell’autunno (che, di per sé, è la stagione più triste dell’anno).

Con questo termine si fa riferimento al fenomeno per cui le foglie di alcuni tipi di albero in autunno cambiano colore, passando dal verde al giallo e alle diverse gradazioni del rosso. E comunque, cosa molto importante, assumono tonalità particolarmente calde e luminose.

Le Foreste Casentinesi sono uno dei posti più rinomati del Bel Paese per ammirare il foliage.

Il foliage in macchina

Nelle Foreste Casentinesi è possibile godere appieno di questo spettacolo della natura sia facendo escursioni a piedi, sia muovendosi in auto (o camper).

Infatti, uno degli aspetti di maggiore rilievo per il turista è rappresentato dalla circostanza che ci sono alcuni tratti di strada aperta al traffico veicolare che meritano di essere percorsi all’unico scopo di ammirare la vegetazione e i suoi colori. Anzi, ci sono tratti di strada che sono ancora più spettacolari dei sentieri pedonali, soprattutto quando l’asfalto è ricoperto da un letto di foglie colorate.

Innanzitutto, è molto bella la strada di accesso alle Foreste Casentinesi per chi proviene dalla Superstrada E45 (Cesena-Orte): si tratta della SR 71 che collega Bagno di Romagna a Badia Prataglia, scavallando al Passo del Mandrioli. Si possono ammirare i vari colori del bosco lungo i tanti tornanti della strada; un punto di vista interessante è inoltre “l’emergenza geologica denominata degli Scalacci, […] dove affiora estesamente la formazione marnoso-arenacea, che caratterizza gran parte del versante romagnolo di questo tratto di Appennino. Da un esame attento dei singoli strati di torbida affioranti nella parete esposta di fronte alla casa cantoniera, si possono notare numerose strutture sedimentarie e, soprattutto, molte tracce fossili” (Da Wikipedia).

I due tratti più spettacolari da percorrere in macchina o camper sono in località Fangacci e nei pressi di Passo Fangacci; è importante sottolineare come trattasi di località omonime, ma ubicate in posti differenti e anche relativamente distanti (circa un’ora in Mountain bike; altrettanto in macchina, dato che si tratta di scendere a valle e risalire).

In particolare, il primo di questi tratti di strada è quello che dal Passo Calla conduce verso il grande spiazzo di Fangacci (Passo Calla si trova sulla SS 310, quella che unisce S.Sofia-Campigna con Stia). Si tratta di un paio di km all’interno di un bosco caratterizzato da una vegetazione omogenea e coloratissima. In autunno il mezzo avanza su un letto di foglie colorate, con un alternarsi di curve a destra e sinistra mai troppo chiuse. La strada termina in un grande parcheggio, ideale per i camperisti dato che ci sono anche spazi dedicati alla sosta notturna. Da qui poi partono numerosi sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta.

Il secondo di questi tratti di strada dal contenuto cromatico altamente spettacolare è la Strada Provinciale 124 dell’Eremo (così denominata perché unisce l’Eremo di Camaldoli con Badia Prataglia). Su questa strada ci sono due momenti da segnalare: percorrendola dall’Eremo di Camaldoli, va in primis segnalato il tratto sterrato da Prato alla Penna al Passo Fangacci dato che si tratta di una strada priva di asfalto e protezioni laterali, ma bellissima da percorrere perché è in costa (lungo il crinale della montagna). Da Passo Fangacci a Badia Prataglia la strada torna a scendere, e qui meritano menzione la vegetazione e i colori del bosco.

 

Dove vedere il foliage a piedi

Il luogo più indicato sul web per vedere il foliage è il Monte Penna, che si raggiunge con una camminata di circa 30 minuti che parte dal Passo dei Fangacci, nella strada che collega l’Eremo di Camaldoli e Badia Prataglia (clicca qui per approfondimenti sull’escursione). Viene in genere consigliato perché al termine del sentiero c’è una terrazza naturale con un grandioso panorama, che consente di vedere i mille colori delle Foreste Casentinesi. Personalmente ritengo sia un posto molto bello, tanto da meritare una menzione nella lista dei posti da assolutamente vedere nel Casentino. Tuttavia, vi sono posti più indicati per ammirare il foliage.

In genere, i posti che i locali mi hanno consigliato di visitare per ammirare il foliage sono quelli indicati nel post sui migliori sentieri, al quale quindi mi limito a rinviare.

In questa sede è opportuno segnalare che a Campigna è veramente spettacolare e fotogenica la veloce passeggiata (500 metri) lungo il “Viale del Granduca”. Come passeggiata in sé non è eccezionale, se non altro perché si tratta di un sentiero che è più corto di tanti viali che ci sono nei parchi cittadini. Tuttavia, merita una menzione poiché trattasi di un viale alberato di tigli che dalla seconda metà di ottobre consente di camminare in un mare di foglie colorate che arrivano quasi alle caviglie; ma senza correre il rischio di imbattersi nelle deiezioni dei cani cittadini. Punto di partenza e arrivo è la Chiesa di Campigna.

Altro sentiero meritevole di menzione è il sentiero natura “la Faggeta”, che parte dalla località il Capanno, sulla SP che collega Badia Prataglia all’Eremo di Camaldoli. Il sentiero risale del torrente Archiano, ma merita speciale menzione in quanto il bosco è formato da abeti e bianchi e da coloratissimi faggi ed aceri.

Quando andare

In merito al migliore per ammirare i colori della Foresta, se guardiamo il sito web del Parco troviamo scritto che “i periodi migliori sono le ultime due settimane di ottobre e le prime due di novembre. Le Foreste del Parco possono dividersi in due fasce: una montana sopra gli 800-1500 metri e una sottostante, collinare, dai 500 agli 800. Nella prima domina il faggio, ma nelle Foreste Casentinesi vi sono tante altre specie che si associano con esso: abete bianco, acero montano, riccio e opalo, olmo, tigli (nostrano e selvatico), frassini (maggiore e orniello). Questa ricchezza specifica si tramuta in infinite sfumature di colore che hanno il loro momento nelle ultime due settimane di ottobre. Nella fascia collinare i colori delle querce e dei carpini, meno spettacolari della fascia montana, raggiungono l’apice nelle prime due di novembre anche se l’acero opalo e campestre, il ciliegio e l’orniello si colorano già nelle ultime di ottobre. In sintesi le giornate migliori sono quelle tra gli ultimi giorni di ottobre e i primi di novembre”.

Per quanto mi riguarda, ho avuto la sensazione nelle parti più elevate delle Foreste Casentinesi sia meglio andare nella prima metà di ottobre, dato che altrimenti si corre il rischio di trovare gli alberi già completamente spogli. Mi sento invece di confermare che nella parte più bassa delle Foreste Casentinesi si possa godere appieno dei caldi colori autunnali anche nei primi giorni di novembre.

 


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