Sci alpinismo al Rifugio Fonda Savio con Apricot Skiclub

Venerdì 12 febbraio 2021 l’Apricot Ski Club in composizione plenaria ha fatto un’uscita di sci alpinismo sulle pendici dei Cadini di Misurina, verso il rifugio Fonda-Savio (sotto la Forcella del Nevaio). Della comitiva facevano parte anche Alberto e Giancarlo.

Si tratta di un percorso escursonistico in un paesaggio grandioso, con vista sul lato meridionale delle Tre Cime di Lavaredo, nel cuore dei Cadini di Misurina. In estrema sintesi, i dati della escursione sono i seguenti

a) punto di partenza: Misurina, parcheggio di fronte al campeggio

b) durata ascesa: circa due ore

c) durata discesa con gli sci: circa 30 minuti

d) dislivello: 600 metri

e) difficoltà: media

Qui sotto il percorso in una fotografia aerea scaricata dal sito http://www.sentres.com

In piena ottemperanza alla normativa covid siamo saliti con tre auto, dandoci appuntamento per le 10 al parcheggio del campeggio di Misurina. Abbiamo lasciato la pianura padana nel grigiore e, mano a mano che ci siamo avvicinati alle Dolomiti, il cielo è diventato sempre più blu. Quando siamo arrivati la temperatura al sole era tuttavia di -15°.

La preparazione degli sci è stata più lunga del previsto non solo a causa delle temperature (dopo un paio di minuti senza guanti, a -15 ° le mani fanno letteralmente male), ma anche perchè a Matt il noleggio sci patavino ha dato le pelli di foca sbagliate. Dopo un paio di tentativi, il problema è stato risolto tagliando il gancio posteriore.

Dal parcheggio abbiamo iniziato a risalire la vecchia pista da sci “Torre del Diavolo”, che ora è chiusa. I primi 30 minuti di ascesa lungo la pista da sci hanno permesso di prendere dimestichezza con le pelli di foca e di guadagnare circa 100 metri di dislivello. Ancora freschi, ci siamo impegnati a scattare foto ricordo ad uso social-media.

Dopo una mezz’ora di salita, abbiamo lasciato la pista da sci per prendere sulla sinistra un bel sentiero pianeggiante che entra nel bosco: l’ambiente ha finalmente incominciato ad essere memorabile.

Dopo 10 minuti in sostanziale piano, il pendio si è fatto sempre più ripido. A causa di problemi fisici e tecnici (es. rottura di un bastoncino) il gruppo su questa erta si è spezzato: Stefano, Matt, Giacomo e Giancarlo hanno fatto un taglio in orizzontale e sono tornati sulla pista da sci dismessa. Ed invero, Matt das Aas ha vomitato la colazione sulla neve immacolata delle Dolomiti, forse a causa della precedente cena con 4 uova coperte di pancetta affumicata, sopra 4 fette di pane tostato.

Io ed Alberto abbiamo invece proseguito per la vetta.

Ed invero, superata la ripida forcella, siamo arrivati ad una ampia vallata, completamente al sole, con vista del rifugio.

Nonostante le recenti nevicate, non siamo stati i primi a salire fino al rifugio; i segni sulla neve di chi ci ha preceduto, tuttavia, lungi dal togliere magia al momento che stavamo vivendo, ha offerto lo spunto per foto sempre più spettacolari.

Con altri 45 minuti di risalita (superando dapprima un ampio avvallamento e, poi, un pendio corto ma ripido), abbiamo raggiunto il Rifugio Fonda-Savio, a 2367 mslm (poco più di due ore di salita dal parcheggio). A destra si ammirano le Tre Cime di Lavaredo da sud e il Paterno.

Per scattare una bella foto del rifugio abbiamo deciso di salire ancora un po’, verso la Forcella del Nevaio (2624 m). Ci siamo trovati di fronte un altro dorsale: corto, ma ripido, stretto e sopra il burrone.

Superare questa forcella è stata la parte più pericolosa dell’intera escursione; la foto di cui sopra non fa giustizia della preoccupazione che avevamo sia per le condizioni della neve, sia perché sull’orlo dell’abisso; da qui la mia battuta che se avessi avuto qualche problema di equilibrio sarei arrivato direttamente in Austria.

Superato questo punto nevralgico, abbiamo finalmente scattato la foto del Rifugio Fonda Savio.

Qui sotto la foto del rifugio scattata dal medesimo punto di vista in estate (presa da internet).

Siamo infine avanzati per qualche metro lungo la valle, in cerca di un posto sicuro dove togliere le pelli di foca ed iniziare la discesa.

La discesa è stata spettacolare: per il sottoscritto è stata la prima volta “nella polvere”; durante le curve la neve leggerissima arrivava quasi sopra le ginocchia.

Prima di tornare a casa siamo andati nel sempre spettacolare lago di Misurina (proprio in mezzo).

Abbiamo scattato decine di foto.

Questa e` stata la seconda uscita con le pelli di foca dell`Apricot Ski Club; la prima e` stata a vedere il tramonto sopra le nubi a Pianezze. L`Apricot Ski Club e` infatti abituato a fare sci alpino nei grandi comprensori d`Europa, come si vede nella home page.


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