Ciclabile Calalzo Cortina con anello della Conca Ampezzana

Come superare i limiti della “Ferrovia delle Dolomiti”

Sabato 31 luglio 2021 ho percorso la pista ciclabile Calalzo-Cortina insieme a Gianni, Alberto ed Alessandra.

Sapevamo che tra andata e ritorno sarebbero stati circa 70 km: l’andata in costante e leggera salita; il ritorno lungo la stessa strada, ovviamente in discesa. Il percorso della ciclabile è stato infatti costruito lungo la tratta della ferrovia in servizio dal 1914 al 1964, e nota come “Ferrovia delle Dolomiti”.

Il principale dubbio della vigilia era il tipo di bicicletta da usare. Infatti, sapevamo che per 4/5 del tragitto il fondo sarebbe stato bello asfaltato, da percorrere quindi con una bici da corsa; negli ultimi km di avvicinamento a Cortina invece il fondo sarebbe stato sterrato e, in alcuni punti, con sassi grossi difficilmente percorribili con le bici da corsa.

Per superare le due criticità di cui sopra (1) andata e ritorno sulla stessa strada, invece che fare un anello; (2) dubbio tra mtb o bdc, abbiamo deciso, una volta arrivati a Cortina, di proseguire in direzione di Dobbiaco e, qualche chilometro prima di Cimabanche, abbiamo girato a sinistra verso le cascate di Fanes in modo da fare un bell`anello della Conca Ampezzana perfetto per una mountain bike.

In questo modo abbiamo fatto entrambi i versanti della valle, siamo tornati sulla ciclabile prima di San Vito di Cadore, e abbiamo sfruttato appieno le mountain bike. Ne è uscito un giro con un tracciato a cappio di circa 95 km e 1198 m d+. Comprese le pause per foto, pranzo e merende, il giro è durato 6 ore 43 minuti.

Qui sotto uno screenshot della registrazione della traccia nei pressi di Cortina, dove si nota che all`andata siamo stati sul versante ovest della valle, mentre siamo scesi sul lato est.

Partenza da Calalzo

Il punto di partenza della gita in bici è stata la stazione di Calalzo, dove c’è anche un parcheggio gratuito per decine di macchine.

Dopo un cappuccino nello squallido bar della stazione, alle 9:35 siamo saliti in sella, direzione Cortina.

Da Calalzo a San Vito di Cadore

Il primo tratto di ciclabile è stato probabilmente quello che mi ha sorpreso maggiormente, in senso positivo. Infatti la pista ciclabile corre sopra o sotto la Strada Statale; pochissime volte è parallela al traffico. Questo significa che si è quasi sempre immersi nel verde, in un ambiente naturale tranquillo e silenzioso.

Di primo mattino ho sofferto un po’ il freddo nel passaggio delle gallerie (ma che sono sempre divertenti quando si e` in bici).


La pista ciclabile permette di visitare i paesini tante volte velocemente attraversati in macchina, e mai apprezzati con la dovuta calma.

Come preventivato, questo primo tratto di strada è tutto asfaltato, tranquillamente percorribile con la bici da corsa.

Mano a mano che si risale la valle, il panorama diventa sempre piu` spettacolare.

Da San Vito di Cadore a Cortina

Dopo San Vito di Cadore i tratti sterrati diventano sempre più frequenti. In alcuni punti l’asfalto sembra essere stato spazzato via da una frana; in altri invece sembra che il tracciato sia deliberatamente sterrato, soprattutto quando entra nel bosco.

Ed invero si vedono molte frane, e pregevoli e recenti opere idrauliche per contenere le forze della natura.

Entrare a Cortina è stato un po’ problematico perché la pista ciclabile viene utilizzata anche da molti pedoni, da chi conduce cani, da bambini che stanno imparando ad andare in bicicletta. Ci è stato chi ci urlava di tenere la destra, come chi, subito dopo, ci intimava di stare sulla sinistra della careggiata.

Pranzo a Cortina

Siamo arrivati alla stazione di Cortina alle 11:45 (2h 15min dalla partenza), dove abbiamo fatto una sosta di 45 minuti per mangiare un tost.

Le stazioni ferroviarie

Avendo a questo punto concluso la ciclabile Calalzo – Cortina, ci siamo interrogati su cosa ci avesse colpito di più. La risposta è stata quasi all’unanimità: le numerose stazioni ferroviarie che abbiamo incontrato.

La stazione di Calalzo e di Cortina sono le più grandi, ma anche le meno carine.

La prima che ci è ha colpito è stata quella di Tai di Cadore, trasformata in un bel bar.

Molto bella è anche quella di Borca di Cadore.

La stazione ritratta qui sotto è un po’ anonima, ma ha sullo sfondo le magnifiche Dolomiti: merita solo per questo una foto.

Nei pressi della stazione di San Vito di Cadore c’è anche un interessante pannello informativo che racconta la storia e la struttura della stazione; dopo il restauro, oggi la stazione ospita il Museo delle Tradizioni Popolari di San Vito.

Carina è la stazione di Chiapuzza, che oggi sembra essere stata trasformata in una abitazione privata.

Sempre bella è la stazione di Dogana Vecchia, che ho visto tante volte passando in macchina e che, finalmente, ho potuto ammirare con calma e fotografare.

Ultima delle stazioni di questa carellata non puo` che essere quella di Cortina.

Anello della Conca Ampezzana

Come anticipato, dopo pranzo abbiamo proseguito per una decina di chilometri sulla ciclabile che collega Cortina con Dobbiaco. Qui il fondo è sterrato e il traffico di bici notevole: abbiamo infatti incrociato famiglie e grossi gruppi di persone che provenivano da Cimabanche.

Subito dopo il ponte sulla Forra di Felizon abbiamo lasciato la ciclabile e preso un sentiero in single track che ci ha portato verso i ruderi del castello di Podestagno. Questo rappresenta la quota massima raggiunta nel nostro giro in bici.

Da qui siamo poi scesi nella Valle di Fanes.

Abbiamo poi costeggiato il torrente Boite lungo larghe strade sterrate e qualche sentiero con radici umide e pietre che ci ha fatto divertire come matti in mountain bike.


Tornati a Cortina ho percorso qualche metro lungo la pista da bob.


Il percorso ci ha portato ad attraversare i prati di Mortisa e di Campo arrivando a Socol.


Qui siamo tornati nella pista ciclabile per Calalzo, che abbiamo raggiunto verso le 16.30 non senza aver fatto una merenda e una foto di gruppo nella nota pasticceria Fiori, a San Vito di Cadore.

xxx

Se volete la traccia gpx contattatemi in privato, nei punti di contatto che trovate qui (non riesco a caricarla sul sito).

Per altri racconti di cicloturismo, clicca qui.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...