Sentiero dei Kaiserjager e Gallerie del Lagazuoi con bambini

Dove si trovano

Questo articolo vuole innanzitutto essere lo strumento per ricordare una delle migliori escursioni fatte in famiglia, e poi confermare che:

(i) Il Sentiero Kaiserjager e le Gallerie del Lagazuoi sono due percorsi escursionistici completamente distinti, anche se coincidono il punto di partenza e di arrivo;

(ii) Sentiero Kaiserjager e le Gallerie del Lagazuoi possono essere fatti insieme nello stesso giorno, facendo un bell`anello;

(iii) entrambi possono essere percorsi da bambini: noi abbiamo fatto l’anello completo venerdì 27 agosto con due bambini di 8 anni e una ragazzina di 12 anni.

Il punto di partenza è il passo Falzarego, a circa 2100 m slm, dove c’è un ampio parcheggio nei pressi della funivia. Il passo Falzarego è il punto di incrocio di tre strade statali che partono da Cortina d’Ampezzo a ovest, da Alleghe a sud, e dalla Val Badia a nord.

E’ anche il punto di partenza per molteplici escursioni a piedi, come il giro dell’Averau, anch’esso molto indicato per le famiglie (qui il racconto della nostra esperienza, a cui abbiamo aggiunto un po’ di pepe salendo in ferrata sulla cima della montagna).

Scheda tecnica

Fermo restando che il Sentiero Kaiserjager e le Gallerie del Lagazuoi potrebbero tranquillamente essere visitate con due escursioni distinte, magari sfruttando la funivia per il viaggio di andata e/o ritorno, qui di seguito i dati dell’anello completo.

Punto di partenza e di arrivo dell’anello: Passo Falzarego, 2100 m slm

Quota massima: Cima Lagazuoi, 2780 m slm

Durata: 4-5 ore (con pause per foto, pranzo, ecc. la nostra famiglia in concreto ci ha impiegato 6h 15 min).

Dislivello: circa 700 m d+

Rifugi: a metà della escursione, in cima al Lagazuoi, si trova l’omonimo rifugio. Vicino c’è anche la stazione di monte della funivia, per eventualmente tornare al parcheggio in caso di mal tempo o stanchezza.

Difficoltà: nel Sentiero dei Kaiserjager ci sono dei tratti esposti per cui è necessario, soprattutto con i bambini, avere il kit da ferrata. Nella Galleria del Lagazuoi non è necessario il kit da ferrata, ma è necessario aver un caschetto e la pila.

Noleggio attrezzatura

Noi abbiamo noleggiato il kit da ferrata in una casetta in legno che si trova a fianco della stazione di partenza della funivia.

L’attrezzatura era in ottimo stato, e costa: € 10 per imbragatura ed € 6 per il caschetto. C’è una offerta famiglia, per cui con € 20 si hanno due kit per i genitori e due kit gratis per i minorenni.

Il Sentiero dei Kaiserjager

Il sentiero parte dalla funivia e per i primi 100 metri risale la pista da sci. Ad un certo punto un cartello segnala che per il Kaiserjager bisogna lasciare il sentiero principale e svoltare a sinistra.

Il sentiero sale costantemente tra i sassi e detriti morenici sul lato destro del massiccio del Lagazuoi.

La prima parte è tecnicamente la più noiosa dell’intera escursione, ma il panorama attirava la nostra attenzione, soprattutto quando si è iniziato a vedere il ghiacciaio della Marmolada.

Dopo mezz’ora di salita, per la gioia dei bambini, finalmente è iniziato il tratto attrezzato che richiede l’uso dei moschettoni. Nella foto qui sotto si vedono, con tratto evidenziato, le prime cenge con un grande gruppo di escursionisti che ci stava precedendo.


I bambini hanno velocemente imparato ad usare i moschettoni e ad ancorarsi in sicurezza.


Uno dei passaggi più famosi di questo sentiero attrezzato è il “ponte sopeso”. È un passaggio molto suggestivo perché si cammina sopra il vuoto, anche se è tutto molto sicuro e tranquillo dato che il ponte è rigido, largo e con molti punti di ancoraggio.


La terza e ultima parte del Sentiero dei Kaiserjager torna ad essere una ripida salita su roccette che non richiede l’uso di moschettoni. Qui sotto si vede il percorso di questa ultima parte dell’ascesa evidenziato con tratto bianco, ripreso dalla Cima del Lagazuoi.

Cima del Lagazuoi

Arrivati in cima si apre un panorama a 360° sulle Dolomiti. Ad esempio, qui si vede il Civetta e l’Averau e il Nuvolau, che sembrano minuscoli da così in alto!


Qui si vedono le Tofane.


Non potevamo non fare la foto di gruppo vicino al crocifisso.


Dalla Cima del Lagazuoi si vede anche il Rifugio Lagazuoi, pieno di escursionisti e motociclisti saliti o con la funivia, con il sentiero della Gallerie del Lagazuoi (che noi avremmo percorso dopo pranzo), oppure con il normale sentiero alpino.


Dopo un veloce pranzo al sacco e le ultime foto, abbiamo iniziato la discesa lungo le Gallerie del Lagazuoi.

Le Gallerie del Lagazuoi

Il Sentiero delle Gallerie del Lagazuoi inizia vicino alla funivia. Un apposito cartello segnala l’inizio del percorso. Si perde rapidamente quota lungo un sentiero abbastanza esposto, ma sempre protetto da un cordino metallico che rende superfluo il kit da ferrata.


Come si vede dalla foto che segue, questa parte del sentiero “taglia in costa” la montagna, con passaggi veramente suggestivi.

Poco prima di entrare nella galleria si percorrono delle trincee, ma che non sono nulla rispetto a quello che si vede appena si entra nel ventre della montagna.

Le Gallerie del Lagazuoi sono una ripida discesa attraverso grandi scalini di roccia, sempre umidi e quindi scivolosi. Fortunatamente ci sono cordini di acciaio da usare come corrimano o, mano a mano che la fatica si fa sentire, per aggrapparsi.


Le Gallerie non sono illuminate quindi è necessario avere una torcia; noi abbiamo usato quella dello smartphone.

Le Gallerie sono lunghe oltre un chilometro; in queste condizioni l’uscita sembra non arrivare mai. Ogni tanto ci sono dei varchi che consentono di vedere la vallata; si tratta di aperture utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale spesso per sparare o qualche volta semplicemente per areare le Gallerie. Il panorama da queste “finestre” è spettacolare.


Le postazioni per cannoni o mitragliatrici sono frequenti.

Lungo il percorso si incontrano anche diversi baraccamenti interni (alla roccia) oppure esterni, cioè sul precipizio. Quando li vedi, è inevitabile pensare alle condizioni in cui i militati italiani e austriaci hanno vissuto in quegli anni di guerra.

La Cengia Martini

Terminato il percorso all’interno delle Gallerie, prima di prendere il sentiero che conduce al passo Falzarego, io e mio figlio Tommaso abbiamo fatto una deviazione verso destra per percorrere la Cengia Martini, costruita dal Generale Martini per controllare e infastidire le truppe austriache nella zona del Passo Falzarego (come si vedra` meglio in seguito).

Si tratta di una cengia che taglia la parete del Lagazuoi; pertanto è spettacolare dal punto di vista paesaggistico. Tommaso l’ha voluta percorrere per divertirsi a “fare una ferrata” sopra il burrone.

Rientro al Passo Falzarego


Dopo la Cengia Martini si rientra nel sentiero normale (segnavia 402) e dopo 30-40 minuti di camminata si ritorna al parcheggio.

Un po’ di storia


Questa escursione è stata una delle più emozionanti della mia vita. Mi hanno letteralmente scioccato la Galleria del Lagazuoi e la Cengia Martini.

La sera ho passato diverse ore per capire chi e per quale motivo avesse costruito i sentieri e le gallerie percorse. In estrema sintesi ho capito che:

a) a seguito all’ingresso in guerra dell’Italia, gli austriaci crearono un lungo sbarramento difensivo occupando le posizioni dominanti e più favorevoli. Gli italiani trovarono così sbarrate tutte le strade che conducevano verso nord. Dopo aver occupato senza combattimenti la Piana di Cortina e il Col dei Bos, incontrarono una dura resistenza tra il sul Passo Falzarego, tra il Lagazuoi e il Sasso di Stria;

b) infatti, il Passo Valparola e tutto il Lagazuoi (dove c’è la cima e il Rifugio) erano in mano agli austriaci;

c) Le Cinque Torri e l’Averau erano in mano agli italiani;

d) Il Passo Falzarego, dove c’è ora il parcheggio della funivia, era una sorta di terra di nessuno;

e) Il sentiero dei Kaiserjager veniva utilizzato dagli austriaci per salire in cima al Lagazuoi;

f) Nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1915 gli Alpini, sotto il comando del gen. Martini, riuscirono nella più improbabile delle azioni, quella di arrampicarsi di sorpresa sul tratto orientale della cengia del Lagazuoi (tutto occupato dagli austriaci), creando quella che oggi conosciamo come Cengia Martini;

g) Gli italiani si trovarono così una cinquantina di metri sotto la base nemica dell’anticima del Lagazuoi, protetti dalle insenature naturali, e sopra la base austriaca che, a sua volta, divenne facile bersaglio dei tiratori italiani;

h) Da quel momento e per i successivi due anni, nessuno dei due schieramenti riuscì a prevalere sull’altro. Ebbe così inizio un’incredibile opera di scavo di gallerie nella roccia a scopo offensivo: gli austriaci procedendo dall’alto verso il basso per far saltare la Cengia Martini; gli italiani dal basso verso l’alto, per far saltare l’anticima. Anche se, abbiamo visto, le gallerie vennero scavate anche a scopo di riparo, alloggio, magazzino o postazione di combattimento;

i) Cinque furono le mine fatte brillare nel corso dei due anni: quattro austriache e una italiana, ma nessuna di queste fu risolutiva ai fini bellici. E così noi possiamo ancora visitare queste gallerie!

Il tutto si capisce meglio guardando questa mappa scaricata dal sito della Treccani.


xxx

Per altre imperdibili escursioni nei pressi di Cortina:

  • Per il Giro dell’Averau, clicca qui;
  • Per il Lago di Sorapis, clicca qui;
  • Per l’ascesa al Monte Piana in inverno, con discesa in slittino, clicca qui;
  • Per il giro delle Tre Cime di Lavaredo, clicca qui;
  • Per le ferrate Astali e Ra Bujela, sulle Tofane, clicca qui.


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