Via Ferrata degli Alpini (Ferrata Col dei Bos)

A inizio settembre 2021 insieme ad Alberto e Luca sono andato a fare la Ferrata degli Alpini, sopra Cortina d’Ampezzo. La via Ferrata sale fino alla cima del Col dei Bos.


E’ famosa perché:

(i) è una delle ultime ad essere stata realizzata, con innovativi coni anticaduta che ottimizzano il posizionamento dei moschettoni in caso di caduta.

(ii) e` estremamente comoda perche` l`attacco della ferrata dista meno di mezz`ora dal comodo parcheggio lungo la strada statale.

(iii) puo` essere percorsa anche d`inverno (cosi` ho letto, ma non so se sia vero).

Viene classificata come di difficoltà media e viene spesso “consigliata a coloro che vogliono apprendere la corretta tecnica e confidenza delle vie ferrate” (così nel pannello informativo delle Guide Alpine di Cortina).
Alla prova dei fatti l’abbiamo trovata più difficile del previsto; non perché particolarmente esposta, ma perché all’inizio e a metà del percorso ci sono passaggi in cui è difficile trovare gli appoggi per salire. Prova ne è che abbiamo visto un gruppo tentare invano di superare il primo passaggio per poi decidere di abbandonare la salita.

Scheda tecnica

Punto di partenza: rifugio da Strobel, sulla strada statale, un paio di km prima del Passo Falzarego, con ampio parcheggio

Tempo di percorrenza: 3 ore

Quota massima: 2559 m

Avvicinamento: 30 minuti

Rientro: sentiero lungo il ghiaione della forcella tra il Col dei Bos e le Torri del Falzarego, che riporta alla partenza della ferrata.

L’avvicinamento

L’avvicinamento si fa lungo un facile sentiero che parte dietro il rifugio da Stobel. E’ una camminata di circa 20-30 minuti.

Due sono gli aspetti da menzionare di questa primissima parte dell’escursione. Il primo e` che dall’altra parte della valle si vedono le Cinque Torri (meravigliose), ma si vede anche la ferita ambientale rappresentata dalla pista da sci.

Il secondo elemento che colpisce sono i resti di un grande villaggio costruito durante la Prima Guerra Mondiale. Da quello che ho capito si trattava della zona ospedaliera italiana, poco distante dal fronte che era sul passo Falzarego.

L’attesa all’attacco della ferrata

Nella foto qui sotto si vede l’attacco della ferrata.


Abbiamo aspettato 15-20 minuti prima di iniziare ad arrampicarci perché c’era un gruppetto di persone “incrodate” che non riuscivano a superare il primo vero ostacolo di giornata. Dopo vari tentativi sono scesi e tornati al rifugio Stobel.

Nel frattempo abbiamo studiato la prima parte della ferrata, e scattato qualche foto degli escursionisti che ci precedevano.


Arrivato il nostro turno, utilizzando anche il cavo, siamo riusciti a superare il primo stacco e finalmente abbiamo potuto scattare qualche foto di noi stessi.

Il primo tratto

La ferrata si può dividere in tre parti: la prima difficile,quella centrale semplice, e una parete finale che torna ad essere tecnicamente impegnativa.

Nel primo tratto ci sono diversi passaggi non banali in cui bisogna arrampicarsi cercando i giusti appigli. Qualche volta ci siamo anche avvalsi del cordino centrale.

La parte centrale

La parte centrale della ferrata diventa più semplice, dato che ci sono roccette e pure un breve tratto di sentiero in discesa, come si può vedere dalla foto che segue.

Il terzo tratto

Come anticipato, nella parte finale la parete torna ad essere ripida e gli appigli meno frequenti. Per noi questa fase della arrampicata è stata anche più impegnativa perché ha iniziato a cadere una leggera pioggia. Nella foto qui sotto si vede evidenziato il percorso nel tratto finale.

La cima del Col dei Bos

Terminata la via ferrata si arriva in una sorta di altipiano, con un prato bello verde. In cinque minuti di raggiunge la vetta del Col dei Bos dove c’è una croce in legno.

Non potevamo non farci la foto ricordo, con le Tofane alle nostra spalle (con una spolverata della prima neve della stagione).


Il panorama, manco a dirlo, è stupendo; qui si vede il rifugio Lagazuoi.

Verso nord e` ancora meglio.

Discesa

Il rientro si fa lungo un canalone spesso molto scivoloso, che ha messo in difficoltà più di una persona.


La discesa è stata però molto bella perché consente di ammirare il Col dei Bos e il tracciato della via ferrata appena percorsa, oltre a presentare degli scorci paesaggisticamente notevoli.

Il sentiero lungo il canalone in 45 minuti conduce all`attacco della ferrata e in altri 20 minuti si arriva al parcheggio.


La Ferrata degli Alpini non è consigliata per chi è alle prima armi, dato che tecnicamente non è banale e richiede forza nelle braccia. Più volte durante la salita ho benedetto la decisione di non aver portato mia figlia Giulia (che poche settimane prima aveva fatto senza problemi la Ferrata dell’Averau e il sentiero dei Kaiserjaeger).

Per una altra facile escursione nei pressi di Cortina, con due brevi ferrate Astaldi e Ra Bujela, clicca qui.

Per vedere la pagina del trekking, clicca qui.


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