Ferrata Astaldi e Ra Bujela a Cortina

Gli Arditi

Sabato 14 settembre 2019 il sottoscritto (Raff il Camerlengo, dell’Apricot Skiclub), insieme ad altri tre arditi (Alberto, Franco, e Luca), si è svegliato all’alba per provare due ferrate nella zona di Cortina d’Ampezzo: ferrata Astaldi e ferrata Ra Bujela.

Il ritrovo è stato alle 7 a Treviso; il trasferimento è stato fatto con una macchina sola, allietato da battute da caserma e gossip sulla vita aziendale.

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Rifugio Dibona

Alle 9.45 siamo arrivati al rifugio Dibona, ad oltre 2000 mslm.

Tra lo sconcerto dei 4 Arditi, nonostante fossimo a metà settembre, abbiamo avuto difficoltà a trovare parcheggio.

Appena abbiamo alzato lo sguardo, ci siamo però resi conto che eravamo in un posto meraviglioso, proprio ai piedi delle Tofane.

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Calzati gli scarponi, ci siamo incamminati lungo il sentiero 403 in direzione del Rifugio Giussani.

In una splendida giornata di sole, abbiamo dovuto denudarci in quanto c’era troppo caldo. È stata la prima occasione in tutta l’estate in cui io sono riuscito a fare una escursione in montagna con la maglia a maniche corte.

Qui ci siamo fatti fare l’unica foto di gruppo dell’intera giornata, avendo come sfondo le vette alpine che attendevano le nostra gesta:-))

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Sentiero attrezzato Astaldi

Dopo circa 45 minuti di avvicinamento, abbiamo lasciato il sentiero principale (403) e girato verso destra per prendere il sentiero attrezzato Astaldi.

Si tratta di una facile camminata lungo una cengia ai piedi della montagna chiamata Punta Anna.

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Il dislivello percorso è minimo, tant’è che dopo un’ora di camminata (questo è grosso modo il tempo che ci abbiamo impiegato), si ha la sensazione di aver fatto una escursione in piano.

L’Astaldi si potrebbe percorrere molto più rapidamente, ma dal punto di vista paesaggistico è meravigliosa e quindi ci si ferma continuamente a scattare foto. Da questo punto di vista, le cose che ci hanno colpito maggiormente sono state:

a) La parete di Punta Anna, che si stagliava sopra di noi per migliaia di metri;

b) Il colore della parete che per gli scherzi della geologia non è del consueto ed uniforme colore della roccia: ci sono invece una molteplicità di colori che rappresentano una vera e propria gioia per gli occhi e per i fotografi amatoriali;

c) il ghiacciaio della Marmolada sullo sfondo, di un bianco candido e abbagliante.

La ferrata Astaldi è molto semplice, tant’è che è percorsa da molti senza imbragatura. L’unico aspetto critico è che in molti punti il fondo è ghiaioso ed instabile; bisogna quindi prestare molta attenzione a non scivolare.

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Rifugio Duca D’Aosta

Terminata la parte di sentiero attrezzata, il sentiero prosegue fino ad intercettare la pista di sci, che conduce al Rifugio Duca D’Aosta.

Nei pressi del rifugio ci siamo fermati solo il tempo minimo per consentire ad Alberto e Luca di indossare l’imbragatura, dato che avevano percorso la Astaldi senza protezione.

Questo posto è il migliore per ammirare lo schuss tra i due torrioni che ha reso famosa la discesa libera di Cortina, nonché per apprezzare la spettacolarità della ferrata Ferrari al Ra Bujela.

Infatti, la ferrata Ferrari sale il torrione del Ra Bujela, cioè il cocuzzolo sulla destra della pista.

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Ferrata Ferrari al Ra Bujela

Come anticipato, la ferrata Ra Bujela sale verticalmente il torrione di destra.

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E’ una ferrata breve (ci vuole circa 1 ora per percorrerla), ma piuttosto tecnica e con molti spunti di interesse per gli appassionati.

Ci sono due ponti in legno, larghi e stabili; sono quindi un posto eccezionale per fermarsi a riposare ed ammirare il panorama in completa sicurezza.

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Il tratto di ferrata fino alla prima scala è certamente la più difficile, ed è anche alquanto esposta.

La seconda parte è in cresta, e si segnala perché in più punti è necessario scendere da delle roccette, cosa un poco insolita per una ferrata.

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Rifugio Pomedes

La ferrata Ferrari al Ra Bujela termina a pochi metri dal rifugio Pomedes, che noi abbiamo raggiunto che erano quasi le 14.

Abbiamo mangiato salsiccia, polenta e formaggio e perché è il classico cibo da rifugio, e perché l’indomani il rifugio avrebbe chiuso e, quindi, era a corto di alternative culinarie (l’unica opzione credibile erano gli gnocchi).

Dopo pranzo, con una veloce discesa di circa 45 minuti lungo il sentiero 421, siamo tornati al Rifugio Dibona, fantasticando su quale potesse essere la prossima ferrata da sperimentare.

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