Gli intrattenimenti delle notti sull’isola di Stevenson

Gli intrattenimenti delle notti sull’isola (in originale Island Nights’ Entertainments) è una raccolta di tre racconti di Stevenson, pubblicata nel 1893, di facile e divertente lettura:

1. Il diavolo nella bottiglia

2. L’isola delle voci

3. La spiaggia di Falesà.

La narrazione e il ritmo sono tutt’altro che noiosi. Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi è esemplare; quindi, è certamente un libro che si può consigliare a chi voglia approcciare un viaggio (fisico o con l’immaginazione) nei Mari del Sud.

A titolo esemplificativo, è eccezionale la descrizione dell’arrivo di Keola (uno dei personaggi del libro) in una nuova isola: “Sottovento il mare era una tavola, e l’acqua tiepida, e poichè Cheola aveva con sè il coltellaccio da marinaio, non temeva gli squali. Dinnanzi a lui il filare di piante si interrompeva; la linea della terra presentava uno spacco, quasi fosse la bocca di una insenatura, e la marea che stava proprio allora salendo lo ghermì portandolo oltre il passaggio. In capo ad un minuto fu dentro e si ritrovò in una vasta laguna dall’acqua bassa che scintillava di diecimila stelle, circondata dall’anello di terra con la sua corolla di palme.”

I tre racconti presentano una trama esotico-fantasiosa.

Il diavolo nella bottiglia (“The Bottle Imp”) racconta la storia di Keawe, un uomo delle Hawaii, che nel visitare San Francisco incontra un anziano che gli spiega che può vivere agiatamente grazie al diavolo contenuto in una bottiglia in suo possesso. In particolare, il diavolo può esaudire qualsiasi desiderio tranne l’immortalità; tuttavia, se il proprietario della bottiglia non la vende prima della morte, e a un prezzo inferiore a quella che l’aveva pagata, brucerà all’inferno per sempre. Keawe accetta di comprare la bottiglia per $50 e scopre che i millantati poteri corrispondono al vero (riesce ad avere la casa dei propri sogni alle Hawaii e una bellissima moglie), poiché è altrettanto vero che all’interno c’è il diavolo. Spaventato dalla presenza diabolica, vende la bottiglia a suo cugino Lopaka. Keawe vive felicemente nella sua casa, ma un giorno scopre di avere la lebbra. Decide quindi di ricomprare la bottiglia per farsi curare. Il resto della novella racconta come Keawe cerca di recuperare e poi rivendere la bottiglia, il cui prezzo nel frattempo è sceso a un centesimo.

L’isola delle voci (“The Isle of Voices”) racconta la storia di Kalamake (un potente mago che vive a Molokai), della figlia di lui (Lehua), e di Keola, un giovane sfaticato che ha spostato la figlia di Kalamake. Keola si domanda come faccia Kalamake ad avere sempre molto denaro; un giorno Kalamake gli mostra il segreto: usando la magia, i due si recano in una strana isola, e in questa isola loro sono invisibili agli isolani, ancorché questi ultimi possano sentire la loro voce (il che li spaventa molto). Attraverso un rituale magico, Kalamake riesce a trasformare le conchiglie raccolte nell’isola delle voci in dollari. Keola a questo punto chiede al mago di insegnarli il trucco per trasformare le conchiglie in denaro; Kalamake con la promessa di insegnarli il trucco lo porta in mezzo al mare è lo getta fuori dalla barca con l’intento di ucciderlo. Fortunatamente Keola viene salvato da un’imbarcazione diretta a Honolulu; rendendosi conto che Kalamake lo ucciderà se fa ritorno a Molokai, decide di lavorare a bordo della nave. Un giorno, quando si avvicinano a un’isola, Keola si getta dalla nave e nuota fino all’isola, che si scoprirà essere l’isola della voci. Gli abitanti dell’isola gli danno una moglie e lo trattano bene, ma quando si rende conto di essere sull’Isola delle Voci teme di essere trovato da Kalamake; d’altra parte, la moglie gli dice che gli isolani sono cannibali e che hanno in programma di mangiarlo. Scappa allora sulla spiaggia dove Kalamake ha trasformato le conchiglie in denaro e si trova nel mezzo di una battaglia tra gli isolani e i maghi. Durante la battaglia Keola sente la voce della sua prima moglie, Lehua. Lei ha usato la magia del padre per recarsi nell’isola e prendere il marito per riportarlo a Molokai. Entrambi sono terrorizzati che Kalamake possa tornare, ma non lo farà.

La spiaggia di Falesà (“The Beach of Falesa”) racconta la storia di John Wiltshire, un commerciante, nell’isola di Falésa. Arrivato sull’isola, Wiltshire si imbatte in Case, un commerciante concorrente, che gli suggerisce di sposare una ragazza del luogo, Uma. Wiltshire sposa quindi Uma, sulla base di un certificate di matrimonio che attesta che il matrimonio è fasullo. Il giorno successivo si alza e vede che gli isolani stanno circondando la sua casa e lo fissano in silezio; la sua ansia cresce progressivamente quando realizza che nessuno viene a vedere il suo negozio. Un po’ alla volta Wiltshire scopre che i precedenti commercianti avevano avuto problemi, dato che Johnny Adams, per esempio, era morto in circostanze sospette e il suo successore, Vigours, ha dovuto abbondare l’isola a causa di maldicenze intrise di superstizione. Un giorno Wiltshire va in Chiesa, ma deve scappare quando il prete (un nativo del luogo) interrompe la celebrazione e lo indica; ormai è convinto di essere diventato “tabù”; in un successivo incontro, i capi del villaggio gli confermano che gli isolani hanno paura di lui. A seguito di approfondimenti, scopre che in realtà il soggetto ad essere oggetto di ostracismo è sua moglie Uma, dato che questa in precedenza aveva respinto sia uno dei capi di Falesa, sia il commerciante Case: tuttavia, ora che l’aveva sposata, anche Wiltshire doveva essere considerato emarginato dalla vita dell’isola. Wiltshire capisce che è stato Case a porlo deliberatamente in una tale posizione. Quando sull’isola viene un missionario (Tarleton) Wiltshire gli chiede di unire lui e Uma ufficialmente in matrimonio; il missionario gli conferma che Case è riuscito ad ottenere un insidioso controllo sui native e sul prete Namu, e che cerca di espellere i commercianti dall’isola per non avere concorrenza. Un giorno Wiltshire scopre che Case viene considerate dagli isolani un “Tiapolo”, cioè un potente diavolo: egli controllerebbe una parte della foresta e se qualcuno vi si inoltra, non vi fa ritorno. Wiltshire scopre che per suggestionare i nativi, Case aveva costruito una sorta di tempio e disseminato la foresta di falsi idoli e di strumenti che producono suoni (considerati sovrannaturali). Per dimostrare ad un altro capo dell’isola (tal Maea) che Case è un truffatore, una notte, Wiltshire si reca nella foresta e fa esplodere il tempio costruito da Case. C’è poi un conflitto a fuoco con Case: Wilthire viene colpito, ma alla fine riesce ad avere la meglio su Case. Successivamente, Wiltshire and Uma riescono ad avere successo nella gestione del commercio sull’isola di Falesa, anche se Wiltshire apprende con successo che la società per la quale lavora lo deve trasferire su una altra stazione di commercio. Wiltshire e Uma hanno bambini e sono felicemente sposati, ed egli è preoccupato di trovare marito per le figlie meticce.


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