Escursioni e attività a Baños

Hotel Luna Runtun

Nel nostro viaggio in Ecuador, dopo aver visitato la Nariz del Diablo, siamo andati a Baños. Questa è una cittadina nei pressi di Ambato circondata dalle montagne e ai piedi del Vulcano Tungurahua famosa per i bagni di acqua termale e per la possibilità di fare hiking e sport estremi.

La prima cosa che però ci torna in mente pensando a Baños è l’albergo dove abbiamo soggiornato per tre giorni (due notti), e cioè l’hotel Luna Runtun, che basa il proprio marketing sul motto “the adventure spa” (www.lunaruntun.com).

Ad essere sinceri, all’inizio eravamo un poco perplessi in quanto l’albergo dista circa 15 minuti dal centro di Baños, e si raggiunge percorrendo una strada in salita che sembra non finire più, e che alla fine ti porta ben 400 metri più in alto.

L’albergo è costituito da una serie di edifici di uno/due piani distribuiti in un giardino con piante rigogliose e fiori colorati: in un edificio c’è la reception, in un altro il ristorante, in un altro la spa, in altri le varie stanze, e così via. Una mattina abbiamo trascorso quasi un’ora a camminare nel giardino tra i vari edifici per ammirare le piante e i fiori.

Su uno sperone di roccia che sovrasta Baños (e quindi con un panorama eccezionale) c’è la zona con piscina e vasche idromassaggio con acqua di varie temperature. E’ magnifico fare il bagno al tramonto “dominando” dall’alto l’intera vallata.

La terza grande sorpresa della vacanza in Ecuador è rappresentata dalla nostra stanza; infatti, in un contesto di altissimo livello è accaduto che ci abbiano assegnato la suite imperiale costruita sopra la zona degli idromassaggi, a strapiombo sulla valle. La suite aveva un soggiorno con angolo cottura, una stanza con due grandi letti e una camera matrimoniale. C’erano due bagni; quello padronale aveva una gigantesca vasca jacuzzi. Era in pratica grande come la nostra dimora abituale.

Tuttavia, l’aspetto di maggiore rilievo e che merita di essere ricordato sono le enormi vetrate sulla valle e sulle montagne circostanti.

Le piscine e gli idromassaggi sono vietati ai bambini inferiori ai 6 anni. Non abbiamo capito bene se il divieto dipenda da motivi medici legati ai rischi di acqua calda sulfurea per i bambini, oppure se semplicemente la direzione dell’albergo preferisca evitare il caos derivante dalla presenza in acqua dei bambini, che sono per loro natura caciaroni. Se fosse quest’ultima la ragione non mi stupirei e la condividerei: l’ambiente era molto suggestivo e romantico, pieno di coppie che si rilassavano nell’acqua, ed eventuali bambini piccoli sarebbero stati obiettivamente “fuori luogo”.

Il clima a Baños era differente rispetto a Guayaquil: mentre in quest’ultima località si poteva tranquillamente stare in t-shirt, a Baños anche di giorno era necessario indossare un maglione e talvolta delle giacche a vento. Questo, tra le altre cose, ha aumentato il piacere dell’idromassaggio caldo all’aperto, ma ha sicuramente complicato (raffreddato) lo spostamento da una vasca all’altra (in pratica, è la sensazione che si ha quando si va nelle piscine all’aperto in inverno nelle Alpi).

La spa, con sauna e zona massaggi si trova in un edificio esattamente dall’altra parte del complesso alberghiero rispetto alle piscine e idromassaggi. Mia madre e mia moglie hanno fatto un massaggio ai piedi, piaciuto molto alla prima e poco alle seconda, che ancora rimpiange i massaggi ai piedi fatti in Cina.

Cose da fare a Baños

Il nome completo ed ufficiale della cittadina è Baños de Agua Santa, nella provincia di Tungurahua (questa precisazione è importante soprattutto per chi utilizza navigatori gps, per evitare casi di omonimia).

Baños è una delle principali località turistiche dell’Ecuador continentale. E’ situata ad un’altitudine di 1.820 metri sul livello del mare, alle pendici settentrionali del vulcano Tungurahua (alto oltre 5.000 metri), la cui attività è caratterizzata da frequenti e potenti esplosioni e getti di lava.

La prima attività che quindi può essere fatta a Baños è l’osservazione del vulcano e delle sue esplosioni, dai view point che si possono raggiungere in circa 15 minuti di macchina dal centro. A questo proposito, è importante precisare che, contrariamente a quanto riportato in taluni siti internet, dal centro della cittadina non è possibile osservare il cratere del vulcano: è necessario spostarsi con i mezzi. Da quanto ho appreso nei miei due soggiorni a Baños (ci ero già stato nel 2006, quando il vulcano era nel pieno della sua attività eruttiva e la città era stata evacuata), il posto più comodo per vedere la sommità del vulcano è la località dove si trova la cd. Casa del Arbol, che si può raggiungere con una corsa in auto o bus pubblico di circa 30 minuti dal centro della città.

Baños significa “bagni”; si comprende quindi perché la seconda e importante attività da svolgervi è quella termale. Alcuni stabilimenti sono alimentati dalle sorgenti che sgorgano dalla base del vulcano e in tal caso la temperatura dell’acqua supera i 30°; altri stabilimenti hanno invece acqua fredda, ma la gente del posto dice che ha comunque effetti benefici sull’organismo umano. Gli stabilimenti pubblici sono tre; piscine termali sono comunque presenti anche negli alberghi.

Tra gli stabilimenti pubblici, sulla base di quanto consigliato dalle persone del luogo, mi sento di segnalare soltanto “La Piscina de La Virgen”, dato che si trova vicino al centro della cittadina (facilmente raggiungibile a piedi da qualunque parte di Baños); ma soprattutto perché si trova proprio sotto il vulcano Tungurahua e con piscine dall’acqua bollente (oltre i 50°). Questo stabilimento l’ho effettivamente visitato nel viaggio del 2006.

Baños è altresì conosciuta per essere una delle “porte dell’Amazzonia”, poiché è l’ultima grande città situata sulle montagne prima di raggiungere la giungla, mentre tutte le altre città sono situate nel bacino idrografico del Rio delle Amazzoni. Da Baños partono escursioni guidate di più giorni all’interno della foresta amazzonica, ma un piccolissimo assaggio della vegetazione amazzonica si ha scendendo verso la città di Puyo.

Una vera e propria caratteristica di Baños è la grande offerta di attività ludico-sportive, di carattere quasi estremo. Forse oggi questa è la principale attività di Baños: le vie del centro sono piene di agenzie che offrono giri in mountain bike, rafting, canyoning, canopy, giri in quad, ecc. Oppure tour più o meno avventurosi sulla Strada delle Cascate (su cui mi soffermerò in seguito).

Nel già citato viaggio in Ecuador del 2006 io e mio padre abbiamo fatto una incredibile esperienza di canyoning e un giro in quad (ATV) sulle montagne. In questa occasione abbiamo deciso di non ripetere il canyoning e di non fare rafting per non lasciare donne e bambini da sole troppo a lungo, dato che una escursione tra check in, briefing illustrativo, trasferimento sul torrente interessato, attività principale ed altre attività accessorie richiede mezza giornata. Mi sono quindi informato in un paio di agenzie per prendere a noleggio i quad o la bicicletta, ma poi ho desistito perché mi è stato detto che a causa di una serie di gravi incidenti oggi i giri in quad o in bicicletta si possono fare praticamente solo su strade asfaltate (e quindi di poco interesse per chi scrive).

Devo però dire che ho visto scorrazzare molti quad in città, e molti giovani ragazzi nord americani scendere la Strada delle Cascate – cioè quella che scende verso Puyo – in bicicletta, proprio come consigliato dalla Lonely Planet.

Ed invero, una delle gite classiche da fare a Baños è percorrere la Strada delle Cascate, cioè la strada che porta verso Puyo. Questa strada è di sicuro rilievo turistico in quanto ci sono più occasioni di vedere le cascate che scaricano la propria acqua proprio sulla sede stradale. Lungo questa strada si incontra poi il Pailon del Diablo, cioè la cascata più imponente della zona e che merita una trattazione a sé, anche perché è una gita nella gita, considerando che si raggiunge dopo una camminata di mezz’ora dal parcheggio. Lasciato il parcheggio del Pailon del Diablo, mano a mano che si scende di quota e ci si avvicina alla Amazzonia, la vegetazione cambia fino a quando si arriva a Puyo.

Molto diffusa è la pratica del canopy, cioè scendere un certo dislivello su di una carrucola che viaggia sopra un filo di acciaio. Nel canopy si scende sfruttando la forza di gravità, a caduta libera. In Italia io ho avevo visto molte di queste carrucole collegare due alberi dello stesso bosco, e quindi con un tragitto di poche decine di metri. Nell’altipiano di Asiago c’è n’è una che attraversa il laghetto di Roana, e quindi lunga forse un centinaio di metri. A Baños invece ogni dislivello naturale è stato utilizzato per collegare i cavi del “canopy”: ci sono quindi decine e decine di posti per provarlo, molti dei quali con percorsi di centinaia di metri che permettono di attraversare addirittura la valle creata dal fiume sottostante.

Nei dintorni di Baños si può ovviamente fare la prima e la più naturale tra le attività outdoor,  cioè camminate nella natura. Ci sono una serie di sentieri che partono dal centro verso le foreste e le montagne circostanti; uno dei più famosi è quello che porta alla località Luna Runtun, proprio dove si trovava il nostro albergo.

Il canopy

Durante il nostro soggiorno a Baños ci siamo dedicati sostanzialmente a quattro attività: (i) ci siamo goduti l’albergo, le sue piscine e idromassaggi; (ii) abbiamo provato il canopy; (iii) abbiamo visitato il Pailon del Diablo; (iv) abbiamo provato inutilmente a vedere la cima del vulcano Tungurahua.

Sull’albergo e sua amenità ci siamo già soffermati a lungo.

Il canopy l’abbiamo provato subito dopo Baños lungo la strada che porta a Puyo, di fronte al parco giochi/acquatico Discovery Baños (attrazione che può avere un interesse per i locali, ma che mi sento di sconsigliare per un europeo). Tra le varie opzioni, la scelta è caduta su questo luogo in quanto qui il cavo di acciaio attraversa l’intera valle, con un percorso lungo centinaia di metri che sorvola la valle creata dal fiume Pastaza. La stazione di arrivo è in prossimità di due grandi cascate (siamo all’inizio di quella che ho definito la Strada della Cascate), per cui oltre all’ebrezza della velocità e del vuoto, si ha la possibilità di “volare” sopra le suddette cascate.

C’era la possibilità di provarlo come singoli, oppure di provarlo all’interno di “cabinovie” di varie dimensioni. Noi abbiamo scelto la cabinovia gialla, quella più piccola (ma sufficiente a contenere 7-8 persone), anche se con il senno di poi la cabinovia verde (più grande) sarebbe stata preferibile in quanto avente la stazione di arrivo più vicina alle cascate. Il biglietto è costato € 3 a persona.

Arrivati dall’altra parte della valle con una corsa durata pochi secondi, abbiamo fatto una passeggiata di circa 30 minuti per ammirare le cascate ed il panorama sulla valle.

Il tour delle cascate

Tornati al van, abbiamo ripreso la Strada delle Cascate in direzione Puyo.

Dopo pochi chilometri si può lasciare la strada principale (evitando le gallerie) per percorrere la vecchia strada a strapiombo sulla valle. Ed è una cosa consigliatissima perché in questo modo si ha la possibilità di incontrare delle cascate che scaricano l’acqua proprio sulla sede stradale.

Noi l’abbiamo percorso con il nostro van; nei posti più spettacolari siamo scesi per scattare foto e percorrere il tragitto a piedi. Abbiamo anche incontrato i pullman delle gite organizzate dalle varie agenzie di Baños.

In pochi minuti si fanno le foto e i video “d’ordinanza”, per poi proseguire verso la cascata più spettacolare della zona, cioè quella nel Pailon del Diablo.

Il Pailon del Diablo

A circa 20 km da Baños, nel piccolo villaggio di Rio Verde, abbiamo lasciato il van nel grande parcheggio del Pailon del Diablo, e iniziato il sentiero in discesa che porta alle grandi cascate.

La camminata è durata circa 30 minuti, lungo un sentiero di montagna come quello che si può trovare sulle Alpi. Il sentiero era però pieno di venditori ambulanti di bibite, snack, oggettistica e altri prodotti artigianali. Peraltro, non possiamo nemmeno lamentarci di tale situazione, dato che mia figlia si è fatta comprare dalla madre una fascia per fermare i capelli in materiale e con colori etnici.

Mia madre dopo qualche decina di metri ha deciso di aspettarci su una panchina trovata lungo il percorso. I bambini di 4 anni non hanno avuto particolari problemi a seguirci e anzi, si sono divertiti molto.

Essendo domenica, il posto era pieno di gente del luogo che faceva la classica gita “fuori porta”. Così, terminato il sentiero abbiamo dovuto aspettare in coda circa 15 minuti prima di avvicinarci alle cascate.

Gli adulti hanno pagato un euro come biglietto di ingresso, ma ne è valsa veramente la pena visto che la quantità e la potenza dell’acqua sono notevoli.

E’ possibile avvicinarsi a pochi metri dalla cascata; il rumore è assordante e per farsi capire è necessario urlare; in pochi secondi ci si bagna completamente, come se ci si fosse fatti una doccia vestiti.

Le condizioni erano tali per cui le bambine si sono spaventate e ci hanno fatto fretta per andarcene.

Una volta che ci siamo allontanati dalle cascate ci siamo cambiati le magliette e percorso un ponte sospeso da dove era possibile ammirare le cascate da distante, per poi iniziare la camminata di risalita al parcheggio.

La Casa del Arbol ed il vulcano Tungurahua

Una menzione speciale merita il vulcano, sempre presente nei discorsi dei turisti e dei locali di Baños, anche se nell’agosto 2017 non vi era attività eruttiva.

In particolare, vi era una sorta di desiderio collettivo di vedere il cratere; è probabile che ciò derivi dal fatto di essere in presenza di uno dei vulcani più attivi del mondo, alto ben 5.000 metri (per intenderci: in Europa non ci sono cime così alte).

Nel tentativo di vedere il cratere siamo anche andati in macchina in quello che ci hanno riferito essere il luogo migliore, dove si trova la Casa del Arbol. Quest’ultimo è una sorta di parco giochi per bambini a pagamento con altalene, carrucole, e altre cose di scarso interesse per il turista.

Abbiamo aspettato quasi un’ora, ma il cratere non siamo riusciti a vederlo perchè ricoperto dalle nuvole.

A dire il vero, sembra che nella stagione invernale dell’Ecuador (cioè nella nostra estate), sia estremamente difficile vedere la cima, posto che è sempre coperto dalle nuvole. Per quanto possa valere la mia esperienza, devo dire che complessivamente nei due viaggi sono stato a  Baños 5-6 giorni, e non sono mai riuscito a vedere il cratere.

Continua la lettura del diario di viaggio in Ecuador verso la Laguna di Quilotoa, cioè il lago all’interno di un cratere di un vulcano.


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