Sciare a Sankt Moritz

Giorno 1 – Il  lungo viaggio sotto la neve

L’Apricotskiclub dal 1° al 3 febbraio 2019 ha fatto la sua annuale sciata a Sankt Moritz, in Svizzera.

Venerdì mattina siamo partiti (i tre trevigiani: Stefano, Gek e Raff) alle 4.45 da Treviso. Verso le 5.30 abbiamo preso Matt “das Aas” a Noventa Padovana e ci siamo diretti verso Chiavenna, dove abbiamo fatto colazione. Da Verona in poi abbiamo viaggiato sotto una fitta nevicata.

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Al confine, il doganiere Svizzero ci voleva far montare le catene, ancorché la nostra macchina avesse le gomme invernali. Siamo riusciti ad evitare la scocciatura del montaggio delle catene, solo dopo aver dimostrato che la nostra macchina era 4×4.

Dopo sei ore e tredici minuti dalla partenza di Treviso (dati di Google Maps) siamo arrivati allo Hotel Schloss Pontresina Family & Spa.

Per la cronaca, Pontresina è un piccolo paese a 5 minuti di auto da Sankt Moritz, luogo di soggiorno ideale per chi, come noi, non è disposto a spendere le stratosferiche cifre richieste dagli albergatori di Sankt Moritz.

Risparmiare denaro acquistando gli skipass in hotel

L’albergo assomiglia proprio ad un castello (Schlossh in tedesco vuol dire castello).

Per chi l’osserva dal fondo della valle, fanno impressione la struttura massiccia e i suoi 11 piani.

Appena entrati la cosa che mi ha piacevolmente colpito è stufa a olle che si trova in mezzo al salone. Quest’ultimo, inoltre, aveva una bellissima vetrata a forma circolare che si affaccia sul giardino completamente coperto da una coltre di neve di un metro e quaranta.

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È importante sottolineare che siamo andati in Hotel, nonostante sapessimo che non avremmo potuto fare il check-in, solo per sperimentare uno degli aspetti più caratteristici della sciata a Sankt Moritz. Infatti, se si compra lo skipass negli alberghi convenzionati (e sono una miriade, basta consultare il sito web degli impianti di risalita), si paga la modica somma di CHF 35 (cioè poco più di € 30=, in luogo della cifra ufficiale di circa CHF 63).

Sciata e passeggiata in centro.

Lasciati i bagagli in hotel siamo subito andati a sciare, in una vera e propria bufera di neve. Abbiamo sciato tre-quattro ore, compresa la pausa pranzo in un self service di un rifugio lungo le piste, dove abbiamo potuto sperimentare la seconda caratteristica di Sankt Moritz, e cioè quanto sia caro il food e beverage.

La parte più interessante della giornata è stata la passeggiata nel centro storico della cittadina Svizzera, con una bella e grande isola pedonale, su cui si affacciano negozi di articoli sportivi e boutique di lusso. Prada, Valentino, Dolce e Gabbana, Hermes, ecc.: sembrava di essere in via Montenapoleone.

Le automobili erano eccentriche o esagerate, la Porsche Cayenne forse il modello più diffuso. Nonostante ci fossero 20 cm di neve fresca sull’asfalto, abbiamo anche visto gente muoversi in Ferrari.

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Da bravi turisti, ci siamo fermati per una cioccolata calda nella pasticceria Hanselmann’s (€ 28 per 4 cioccolate!), la pasticceria più famosa di Sankt Moritz. Hanselmann’s si segnala e per una tradizione ormai secolare e per la splendida facciata decorata.

La nostra passeggiata ci ha poi portato in p.zza Mauritius e in via Serlas, spesso associata alla Rodeo Drive di Los Angeles o via Montenapoleone di Milano, dato che consente di fare shopping di estremo lusso. Siamo quindi andati a vedere l’ingresso del Badrutt’s Palace Grand & Wellness Hotel, la cui torre rappresenta uno dei simboli della cittadina.

Essendosi rotta la cerniera della mia giacca a vento, siamo entrati in numerosi negozi di abbigliamento sportivo, ma preso atto che mediamente per giacca e pantalone ci volevano euro 2mila, sono sempre uscito a mani vuote.

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Wellness e prima cena in albergo

Rientrati in albergo, siamo andati nella grande area wellness dell’albergo per rilassarci tra sauna e bagno turco. Dalle sdraio dell’area relax si dominava la valle sottostante il nostro castello-hotel, dove dei pazzi si cimentavano nello sci da fondo con fiaccole e luci fissate sul berretto.

Abbiamo cenato al ristorante dell’hotel, incuriositi dalle capacità culinarie dello chef stellato, per uscirne affamati e con 200 euro in meno.

Lo Chef e l’intero personale di sala erano italiani.

Giorno 2 – Sciata in neve fresca con il sole

Sabato 2 febbraio abbiamo sciato tutto il giorno. C’era tantissima neve sia fuori pista che in pista.

Sul nostro profilo instagram si vede un video di Matt che infila il bastoncino di 130 cm, oltre all’intero braccio, nella neve fresca che c’era a bordo pista.

Dopo un paio d’ore in pista si erano formate cunette, che ci hanno indotto a sciare come free styler.

Per fortuna, a metà mattina è uscito il sole e così, da un lato, abbiamo potuto ammirare le montagne che circondano Sankt Moritz; dall’altro lato, il sole ha alzato il morale e “salvato la giornata” rovinata dalle condizioni delle piste.

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Per pranzo siamo saliti fino ai 3057 mslm del Piz Nair, dove ci siamo rifocillati nel bellissimo ristorante vetrato e forma circolare che si trova nella stazione di monte.

Anche in questo caso, e nonostante letteralmente ci trovassimo sulla cima delle Alpi Svizzere, il personale ai tavoli era italiano.

Durante il viaggio in funivia ci hanno incuriosito strane piattaforme abbarbicate sulle pendici della montagna; pensavamo fossero strutture per lo sci estremo fuori pista; invece ci hanno spiegato che trattasi dei cancelletti di partenza delle gare di discesa libera: il luogo e la pendenza fanno davvero impressione. I primi 10 metri hanno una pendenza del 100%! In un paio di secondi gli atleti raggiungono i 100 km/h.

Abbiamo smesso di sciare verso le 16, quando il cielo ha iniziato a riannuvolarsi.

Memori della fame patita il venerdì sera, a cena siamo andati al all-you-can-eat Mongolo che si trova in Via San Gian 23, 7500 St. Moritz (The Royal Mongolian Restaurant). L’offerta culinaria, quanto meno in termini di varietà di pietanze, ci ha un poco deluso, dato che era notevolmente più povera di un qualunque ristorante simile che si trova nella provincia italiana. Dal punto di vista qualitativo, bisogna ammettere che il ristorante mongolo presentava una varietà di carni quanto meno inusuale, tipo zebra, canguro, coccodrillo, bisonte.

La cena è costata circa € 60 a testa. Il cameriere era ovviamente italiano.

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Giorno 3 – Sciata con Giorgio Rocca e concorso ippico

Il main event della tre giorni svizzera era rappresentato dalle due ore di scuola di sci con Giorgio Rocca.

Abbiamo preso la cabinovia alle 7.45 e sciato con il Campione dalle 8 alle 10. Considerata la sua eccezionalità, questa sciata merita una trattazione specifica.

Finita la lezione abbiamo fatto un paio di discese e poi siamo andati a fare una passeggiata sul famoso lago ghiacciato di Sankt Moritz. Lo spessore medio del ghiaccio è di circa 30 cm, e questo consente di transitarvi con mezzi pesanti e cavalli. Peraltro, il ghiaccio era coperto da un metro di neve fresca, il che ha contribuito a rendere il paesaggio ancora più magico e affascinante.

Il grande lago ghiacciato ospita una miriade di eventi. Nell’oretta trascorsa a passeggiare sul lago, ho visto una partita a hockey di bambini, una pista da pattinaggio, oltre ovviamente a molta gente che passeggiava sui sentieri innevati che sono stati battuti sopra il lago.

Il lago ghiacciato di Sankt Moritz è però famoso in tutto il mondo, soprattutto, per i tornei equestri su neve. Durante tutto l’anno ci sono eventi che raccolgono cavalli, cavalieri, e la Bella Gente. Così, ad esempio, dal 13 al 20 gennaio 2019 c’è stato il 61° concorso ippico (a ostacoli) di Sankt Moritz; dal 25 al 27 gennaio 2019 c’è stata la Coppa del Mondo di Polo sulla neve. Noi invece abbiamo assistito al White Turf (si tiene le prime tre settimane di febbraio), con tre tipi differenti di corse a cavallo: trotto, galoppo e skijorking.

Le corse a cavallo durano tutta la giornata; infatti ci sono corse ogni 30 minuti; ma non bisogna trascurare che trattasi di un evento a 360°, con spettacoli, food & beverages, musica dal vivo, ecc.

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La necessità di rientrare in Veneto ci ha impedito di assistere appieno all’evento; abbiamo però visto i cavalli fare riscaldamento e una gara in cui i fantini erano dei ragazzini. Una delle cose più interessanti è stato vedere il pubblico avvicinarsi alle tribune; pubblico chiaramente composto da eleganti galantuomini e gentildonne. Queste ultime tutte in pelliccia! Pelliccia indossata anche da una buona parte di uomini, e da qualche cagnolino.

Abbiamo comperato i regali per le nostre famiglie alla Coop di via dal Bagn 20 (con ottimo parcheggio interrato, ideale anche per fare una camminata sul lago oppure nel centro della città), che presenta un reparto con souvenir svizzeri di discrete dimensioni, oltre ad un gigantesco reparto di cioccolato. Sempre alla Coop abbiamo comprato brezel, landerjaeger, e quant’altro per il pranzo al sacco da consumarsi durante il viaggio di ritorno.

Considerazioni conclusive su Sankt Moritz

Sankt Moritz rappresenta una delle località sciistiche più esclusive e famose del Mondo.

E’ quindi forse superfluo precisare che trattasi di una località sciistica che si colloca, senza alcun dubbio, nella prima fascia. Infatti:

– Ci sono centinaia di km di piste da sci. Le piste partono dai 1.800 msls della cittadina, per arrivare ad oltre 3.000 mslm;

– Gli impianti di risalita sono tantissimi e moderni;

– Sankt Moritz ha una grandissima tradizione agonistica: ha ospitato due Olimpiadi Invernali (1928 e 1948) oltre a cinque Campionati del Mondo di Sci Alpino (1934, 1948, 1974, 2003, e 2017). Ospita con regolarità gare di Coppa del Mondo;

– Più che un paese, Sankt Moritz è una vera e propria cittadina, che offre una miriade di attività anche per chi non abbia voglia di sciare;

– Il centro storico è meraviglioso; i locali e i negozi sono di un livello che, anche in termini assoluti, sono pari a quelli di via Montenapoleone a Milano o via Condotti a Roma.

Si tratta di una località turistica piuttosto cara; si paga tutto e tanto, ivi compreso il parcheggio alla base degli impianti di risalita (cosa che, così su due piedi, mi sembra di aver fatto soltanto a Sankt Anton e Madonna di Campiglio).

La cosa che abbiamo trovato più caro è stato il cibo, sia in città sia nei rifugi.

Un altro degli aspetti che maggiormente mi ha colpito, è stata la massiccia presenza di italiani: come detto, la quasi totalità dei camerieri incontrati nel week end era italiano. Tantissimi sono stati però anche i turisti italiani, forse anche perché trattasi di un posto velocemente raggiungibile da Milano.

Appena rientrato a casa, ho detto a mia moglie che sarei subito ripartito per tornare a Sankt Moritz, per trascorrervi una settimana – anche senza sci (in considerazioni delle tante attrazioni turistiche e naturalistiche presenti)!


2 risposte a "Sciare a Sankt Moritz"

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