Cose da vedere e fare a Guayaquil

Malecon

Avendo già visitato il Parco del Seminario in cui girano libere le iguane (cosa imperdibile per chi si reca nella Perla del Pacifico), la cosa più interessante di Guayaquil è il Malecon, cioè il lungofiume del Rio Guayas. Quindi, si comprende perché è stata la prima cosa che abbiamo fatto non appena rientrati dalle Galapagos.

Il Malecon 2000 è una passeggiata lunga oltre 2,5 km che costeggia il Rio Guayas e rappresenta, da un punto di vista storico, uno dei progetti di rigenerazione urbana più importanti d’America e del Mondo intero. Infatti, questo progetto ha trasformato una delle zone più pericolose di Guayaquil in una vetrina di opere architettoniche e in un punto di aggregazione per cittadini e turisti con bar, ristoranti e tante altre attrazioni di livello occidentale.

Durante la passeggiata si possono ammirare monumenti della storia Guayaquil e varie installazioni architettoniche, fontane, un centro commerciale, il primo cinema IMAX del Sud America, e un bel giardino con fiori e piante tropicali.

I miei figli hanno ovviamente apprezzato molto il parco giochi.

Il ricordo più vivido del Malecon rimane tuttavia il Rio Guayas, la cui larghezza (notevole per gli standard europei) lo fa apparire, agli occhi dei bambini, quasi come un “mare”.

Per visitare il Malecon con calma ci vogliono 3-4 ore.

Nella zona più a nord del Malecon, vicino al cinema IMAX, c’è una grande ruota panoramica. Che tuttavia non abbiamo provato perché superflua, posto che è stata costruita in prossimità del Cerro Santa Anna, da cui c’è una vista ancora più spettacolare.

Cerro Santa Anna (Las Penas)

All’estremità settentrionale del Malecon si incontra una montagnola (Cerro Santa Anna) altamente urbanizzata e che va assolutamente vista per chi sta visitando Guayaquil (e non abbia problemi di salute).

Infatti, la prima cosa che merita menzione è che la salita al Cerro si fa lungo una scalinata di 444 scalini in mezzo a pittoresche case colorate, bar, club e ristoranti; di tanto in tanto ci sono delle piazzette per fermarsi ad ammirare il panorama.

La salita è accompagnata dalla musica che esce dai locali che costeggiano la scalinata.

Arrivati in cima c’è un piccolo museo della marina con una piccola esposizione di cannoni, una cappella e un faro.

Tutti questi tre posti sono visitabili gratuitamente. Il più spettacolare è certamente il faro, la cui altezza è 18,75 metri. Ha una scala interna che porta ad una terrazza che offre una visuale sulla città, sul fiume, sul Malecon a 360 gradi.

Il consiglio è di salire sul Cerro Santa Anna al tramonto, in modo da non soffrire eccessivamente il calore durante l’ascesa e per godere appieno dei colori naturali ed artificiali di Guayaquil.

Puerto Santa Ana

Dopo aver ridisceso la scalinata ed essere tornati al livello del fiume, abbiamo preso via Numa Pompilio Llon alla volta del Puerto Santa Ana, cioè la zona che sta alla base della montagnola e che è piena di lussuosi condomini, ristoranti, bar e club notturni.

Via Numa Pompilio Llon e Puerto Santa Ana sono tra le zone più eleganti di Guayaquil, e rappresentano una tappa obbligata per chi debba cenare in città.

Zoo el Pantanal

Avendo bambini, ed essendo vicino alla casa dei nostri amici, non potevamo non visitare il giardino zoologico El Pantanal, che si trova a circa 30 minuti d’auto dal centro di Guayaquil (precisamente al Km. 23 vía a Daule, Guayaquil).

E’ uno zoo con una grande varietà di animali: da quelli dell’Africa a quelli dell’America: cammelli, zebre, tartarughe, coccodrilli, condor, leoni, fenicotteri di un rosa particolarmente vivo e intenso da sembrare quasi artificiale, anaconde, ecc.

La particolarità di questo zoo è che durante la visita gli ospiti vengono accompagnati da una guida che li a conoscere gli animali, illustrando le loro caratteristiche e peculiarità.

Ci sono anche dei punti di ristoro e possibilità di fare un pic nic, circondati da coloratissimi pavoni.

La visita ha richiesto circa un paio di ore.

Canopy al Parco Samanes

Dopo il soggiorno di Baños ci era rimasta la voglia di provare la carrucola (canopy) imbragati su un cavo d’acciaio.

Siamo così andati nella “Reserva Forestal Senderos de Parque Samanes”, cioè in un grande parco pubblico dove abbiamo potuto far provare questa esperienza ai bambini. Siamo così saliti in cima ad una torre alta circa 15-20 metri che è stata appositamente costruita come base di lancio per il canopy.

Indossate le imbragature, mi sono prima lanciato io lungo i circa 700 metri di cavo; poi è stato il turno dei tre bambini, che sono scesi insieme ad un guida. E’ stato veramente eccitante, anche se il sentimento predominante in quel frangente era il terrore di fare del male a me oppure ai bambini (anche perché in Italia ne avevamo visto uno in miniatura, che non ci avevano fatto provare perché l’età minima era di 12 anni). Continuavo a pensare: siamo stati due settimane in Ecuador con i bambini piccoli, sulle Ande, sul Mare,… è andato tutto bene, e ci facciamo male proprio l’ultimo giorno per provare questo stupido gioco. Alla fine è andato tutto liscio, sia il mio lancio che quello dei bambini, che erano entusiasti.

Io e Giulia abbiamo anche noleggiato le mountain bike e fatto un giro in bicicletta lungo i sentieri del parco.

Il Parco Storico di Guayaquil

Un classico di Guayaquil è il Parco storico, dove si possono ammirare giardini, fiori, uccelli e alcuni edifici coloniali della vecchia Guayaquil riposizionati appositamente in questo parco.

Dopo due settimane di Ecuador, e avendo già visitato le Galapagos, ci siamo limitati a una veloce visita notturna, visitando il bellissimo albergo e offrendo la cena ai nostri amici ecuadoregni nell’elegante ristorante in riva al fiume.

Il giorno dopo sarebbe stato il 19 agosto, il giorno della ritorno in Italia.


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