Oasi Fontane Bianche

Cosa vedere alle Fontane Bianche

L’Oasi Fontane Bianche è un’area naturalistica sull’alveo del fiume Piave tra Sernaglia della Battaglia e Falzè di Piave (Provincia di Treviso) che si segnala per la bellezza e tranquillità del bosco, la limpidezza delle acque, e la rete di sentieri che attraversano il bosco e le acque risorgive.

E’ quindi un ottimo posto dove fare una escursione di un paio di ore immersi nella natura, a poca strada da cittadine come Treviso o Mestre.

Escursione che può farsi a piedi oppure in bicicletta; in bicicletta è veramente molto divertente in quanto è tutto in piano e quindi non si fa fatica, ma i sentieri obbligano il ciclista a continui cambi di direzione e, quindi, è impossibile annoiarsi. Dall’Oasi Fontane Bianche, se ci si dirige verso ovest (risalendo quindi il Piave), ci sono poi decine di chilometri di strade bianche o sentieri sul greto del Piave per la gioia degli amanti della mountain bike.

La principale caratteristica del luogo sono i corsi d’acqua che attraversano il bosco. Precisamente, il nome di questa oasi è dovuto alla limpidezza delle acque di risorgiva che caratterizzano quest’area rispetto a quelle più torbide dei torrenti e dello stesso fiume Piave. Infatti, sono presenti numerose conche e risorgive alimentate dalle acque di falda, indipendente dallo scorrere del Piave; la qual cosa consente di mantenere la portata dei canali dell’oasi costante tutto l’anno, anche quando il fiume conosce periodi di secca.

Un’altra curiosa caratterista delle acque di risorgiva del percorso ecologico Fontane Bianche sta nella temperatura di queste acque: sempre costante, intorno ai dieci gradi centigradi.

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Come arrivare

In macchina, alla rotonda di Falzè di Piave si imbocca la strada verso Fontigo/Vidor e dopo circa 800 mt sulla sinistra si prende la stradina di campagna (tabella segnaletica) lunga qualche centinaio di metri che ci conduce in questo luogo.

Ci sono due parcheggi: il primo vicino al mulino vecchio, con sosta obbligatoria per i pullman e i camper e l’altro proprio all’entrata dell’oasi per un totale di circa 20 posti auto.

Dato che può capitare di non trovare posto nei due parcheggi sopra indicati, una soluzione alternativa e raccomandabile è quella di lasciare l’auto nel grande parcheggio davanti al cimitero di Sernaglia della Battaglia, e di raggiungere l’Oasi Fontane Fredda con una bella passeggiata di circa un chilometro su stradine di campagna. Peraltro, è opportuno evidenziare che la stradina di campagna che collega Sernaglia della Battaglia con l’Oasi intercetta la strada provinciale; tuttavia, al fine di agevolare gli escursionisti è stato costruito un tunnel che passa sotto lo stradone asfaltato e, quindi, la passeggiata si fa in tutta sicurezza, senza doversi preoccupare di attraversare la strada con il traffico veicolare.

Il percorso naturalistico

Il percorso naturalistico, nella sua versione più completa (nel senso che tocca tutti i principali punti di interesse) è lungo circa 3,8 km. L’ultima volta che l’ho percorso a piedi con i bambini ci sono volute circa un paio di ore; abbiamo però scattato foto, raccolto foglie colorate, ecc.

All’interno dell’Oasi Fontane Fredde c’è però una piccola rete di sentieri, che alla bisogna consente di “tagliare” la strada per accorciare il giro. Il tragitto è sempre segnalato anche laddove vi siano deviazioni, e non presenta alcuna difficoltà nemmeno per bambini o carrozzine.

Lungo l’oasi ci sono pannelli informativi che spiegano talvolta le caratteristiche dei luoghi, altre volte la flora e la fauna e infine, gli eventi bellici della I Guerra Mondiale atteso che siamo proprio in quello che era il Fronte del Piave. I pannelli sono tenuti straordinariamente bene, rispetto allo standard (penoso) dei parchi pubblici italiani.

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Dal parcheggio con una serie di ponticelli in legno si supera il torrente (dovrebbe essere il guado Barnes) e ci si dirige verso destra camminando per un centinaio di metri su un prato.

Al confine con il bosco si trova il cd. percorso letterario, dove c’è una serie di pannelli riportanti brevi poesie e note biografiche di grandi letterati del passato.

Si gira verso sinistra e di entra nel bosco; dopo pochi passi si raggiunge il luogo denominato il “Bojon”. Questa stazione è forse la più interessante dell’Oasi e raccomandiamo di leggere dapprima il pannello informativo, e poi di osservare lo specchio d’acqua. Infatti, sui riesce così ad apprendere che il nome di questa stazione deriva dal veneto “bojer”, ossia bollire. Guardando l’acqua si possono infatti notare le bolle d’aria che vanno dal fondo verso la superficie. Siamo di fronte al fenomeno delle risorgive, in cui l’acqua sgorga dal sottosuolo ricca di ossigeno formando così le bolle che si possono notare ad occhio nudo.

La passeggiata prosegue in un bosco colorato fino a raggiungere una torre per il bird-watching, anche se non ci si stanca mai ad osservare le acque limpide e trasparenti, e a fotografare i sassi e le alghe colorate di un verde vivissimo.

Le altre stazioni del percorso naturalistico che ci sembrano essere meritevoli di menzione (o che quanto meno ci hanno colpito maggiormente) sono la “Punta delle Volpere” e il “Bosco Golenale”.

La Punta delle Volpere è la stazione più remota del percorso naturalistico; è un triangolo di terra con una serie di panchine collocate proprio dove i due rami del torrente si uniscono. Dal punto di vista scenografico, è probabilmente il posto migliore dell’Oasi.

Il Bosco Golenale merita una citazione in quanto è un posto perfetto per fare un pic nic, grazie ai tavoli e panchine in legno. Una volta arrivati al Bosco Golenale, si possono fare una decina di metri in più per raggiungere la stazione denominata “El Vascon”, che deriva il proprio nome dalla profondità delle acque (che dovrebbero essere ricche di pesci).

All’uscita dell’Oasi c’è anche un labirinto vegetale, ma in pessime condizioni dato che le piante che lo compongono sono molto secche, per non dire moribonde.

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Quando andare

Tranne l’inverno, ogni stagione è indicata per visitare l’Oasi Fontane Bianche.

In primavera merita per la fioritura della flora locale: orchidee, olivello spinoso, salice bianco, ecc.

In estate è un posto raccomandabile per prendere un po’ di fresco; la vegetazione e la presenza costante di tanta acqua creano un micro clima eccezionale. E’ l’ideale per chi voglia fuggire dalla canicola estiva, magari facendo un pic nic nei tavoli appositamente dedicati (soprattutto nel Bosco Golenale).

Tra le stagioni più indicate per visitare questo luogo c’è l’autunno per osservare il foliage e gli uccelli migratori (martin pescatore, germano reale, ecc.).

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Conclusioni

Il percorso delle Fontane Bianche è un’esperienza che consigliamo a tutti i veneti di provare. E’ un luogo di grande bellezza nascosto nella natura a due passi da casa e facilmente raggiungibile. Si tratta, insomma, di una gita ideale da fare una domenica pomeriggio.

E’ inoltre un posto quasi meraviglioso per chi voglia fare una escursione in mountain bike, soprattutto ove si consideri che è all’interno di una fitta rete di sentieri sul greto del Piave.

Il percorso è completamente gratuito. Pertanto il rapporto qualità-prezzo è eccezionale per lo standard italiano. Questo grazie ai volontari del circolo Legambiente Sernaglia, che hanno preso in concessione l’area demaniale e sostengono i costi di manutenzione e pulizia.


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