Il giro della Grande Guerra

Cosa vedere nel giro della Grande Guerra

Il giro della grande guerra è uno dei più spettacolari ski tour di Europa.

Al pari del Sellaronda è uno ski tour circolare, con punto di partenza e arrivo che coincidono.
Con gli sci si attraversano luoghi incantanti e piste meravigliose: comprensorio del Civetta, passo Falzarego, pista dell’Armentarola, Alta Badia e Marmolada.

Prende il suo nome dal fatto che attraversa luoghi che sono stati il campo di battaglia durante la I Guerra Mondiale. Dai siti web di promozione turistica risulta che è possibile notare rifugi, trincee e cannoni. Personalmente non ho notato molti reperti o testimonianze della Grande Guerra; ho visto soltanto i cannoni nella stazione di partenza della funivia che dal passo Falzarego porta al Lagazuoi.

In ogni caso, si tratta di un giro sciistico che permette di andare in posti meravigliosi dal punto di vista naturalistico; pertanto, anche se non ci vedono testimonianze storiche, non ci si deve preoccupare (si pensi ai panorami che si vedono nella zona delle Cinque Torri e Lagazuoi, nei pressi di Cortina, oppure alla vista che si gode dalla cima della Marmolada).

Si tenga inoltre presente che è possibile – in un unico giorno – scendere per piste di una lunghezza e fascino notevoli. In particolare, sono 5 le piste (anzi, sono 5 gli aspetti di interesse e che quindi meritano una speciale menzione):

  • La pista dell’Armentarola, che conduce dalla cima del Lagazuoi (2.752 msls) a San Cassiano (1.650 mslm), lunga 8,5 km, con un dislivello di oltre 1.000 metri, in uno dei posti più belli della Terra;
  • Arrivati a San Cassiano, e precisamente in località Armentarola, si percorrono 1,5 km trainati dai cavalli (con gli sci ai piedi ovviamente);
  • La Gran Risa, a La Villa. Si scende di quasi 700 metri di dislivello in poco più di 2 km. Questo fa capire quanto ripida sia questa pista, che non a caso ospita dal 1985 uno dei più impegnativi slalom gigante di Coppa del Mondo;
  • La salita e discesa dalla Marmolada: la Regima delle Dolomiti è affascinante sia durante la salita in funivia, quando sembra di andare a sbattere contro la grande parete rocciosa, sia nella lunga discesa a valle, quando si perdono circa 2 mila metri di dislivello in una pista lunga quasi 10 km;
  • Nonostante sia ufficialmente chiuso, se l’innevamento lo permette, è possibile percorrere con gli sci i Serrai di Sottoguda, cioè uno stretto canyon che collega Malga Ciapela (ai piedi della Marmolada) all’abito di Sottoguda. Nel canyon si possono vedere numerose cascate completamente ghiacciate.

In definitiva, e nonostante ci siano alcuni tratti che vanno percorsi con mezzi motorizzati, per lo sciatore di livello medio/avanzato è un giro da fare almeno una volta nella vita.

Senso di percorrenza 

Il Giro della Grande Guerra si può percorrere sia in senso orario che in senso antiorario.

Il senso orario è indicato con cartelli blu; il senso antiorario con cartelli marroni.

Il consiglio è però di percorrerlo in senso antiorario in quanto in questo modo si incontrano le piste e le attrazioni migliori. Infatti, in senso orario si perdono la Pista dell’Armentarola, il traino dei cavalli, e i Serrai di Sottoguda.

Cartina Giro Guerra

Da dove partire

Si può iniziare il giro in un posto qualunque.

Ma per chi proviene da valle e intende farlo in giornata il punto di attacco migliore è sicuramente Alleghe. Infatti in questo modo:

– durante le ore utili per sciare si fa un solo trasferimento in bus (da Pescul a Passo Giau);

– il secondo trasferimento in bus (da malga Ciapela ad Alleghe) si può fare tranquillamente a sciata finita, magari con gli impianti di risalita chiusi.

Distanze del giro in senso antiorario

Lunghezza totale: 85-99 km.

Lunghezza del giro con sci ai piedi in senso antiorario: secondo i dati ufficiali 34,5-43 km. Il giro che io ho percorso il 28.1.2018 è stato stimato in 50,10 km (stima effettuato dal software del sito my Dolomity, partendo dalla rilevazione dei passaggi effettuati con lo skipass del mio amico).

Lunghezza traino con cavalli: 1,5 km.

Lunghezza con bus: 28,5 km

Distanze del giro in senso orario

Lunghezza totale: 78-100 km.

Lunghezza del giro con sci ai piedi in senso antiorario: secondo i dati ufficiali 25-41 km.

Lunghezza traino con cavalli: non applicabile

Lunghezza con bus: 36 km.

Descrizione del giro 

Il 28 gennaio 2018 con un amico siamo partiti da Treviso alle ore 6.30. Siamo arrivati ad Alleghe due ore dopo, con sosta colazione in un bar lungo la strada.

Abbiamo iniziato a sciare verso le 9. Per tre volte abbiamo fatto la pista Fernazza per scaldarci e perché è una delle piste migliori per carvare in ragione della sua ampiezza e pendenza perfetta (questa è una deviazione rispetto al giro classico, e che ha contribuito a superare il chilometraggio ufficiale del giro).

Dalla cima del Monte Fernazza (2.100 mslm) abbiamo fatto la lunga discesa fino a Pescul (1.414 mslm). A Pescul ci siamo bevuti una Radler mentre aspettavamo lo skibus che alle 10.15 ci ha portato verso il Passo Giau.

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Dopo mezz’ora, lo skibus ci ha scaricato in località Fedare, dove una serie di seggiovie antiquate a servizio di piste e skiweg ci ha portato sul Passo Falzarego, con gli sci ai piedi. Qui siamo nella zona delle Cinque Torri / Cortina; pertanto, i panorami e le montagne sono eccezionali, probabilmente tra i migliori al mondo. Gli impianti di risalita sono invece vecchi di 40 anni: seggiovie biposto con sedute di ferro, lentissime e freddissime in caso di maltempo. L’obsolescenza degli impianti ha però il pregio che le piste sono praticamente deserte, a beneficio della sciata vera e propria.

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Verso le 12.00 ci siamo incontrati con una collega (che stava sciando nelle Cinque Torri) alla partenza della funivia del Lagazuoi, che abbiamo percorso due volte per poter fare almeno una pista insieme (anche questa pista ha contribuito ad allungare il ns. chilometraggio). La funivia è piccola e vecchia, quindi abbiamo fatto una discreta coda; ma l’attesa viene ripagata dalle meraviglie naturalistiche del luogo.

Dalla cima del Lagazuoi (2.700 mslsm) inizia la lunga discesa verso l’Armentarola. Mi era stata descritta come una delle piste più famose della zona e per la sua lunghezza (8,5 km) e per lo scenario in cui è collocata. Alla prova dei fatti devo dire si tratta di una pista fin troppo facile, nel senso che se non si vuole “racchettare” è necessario far correre gli sci. Però è veramente bella!

Verso le 12.30, poco prima della fine della pista dell’Armentarola, sempre su consiglio di amici buoni conoscitori della zona, ci siamo fermati al Rifugio Scotoni per pranzare. I tavoli interni erano tutti occupati e quindi non abbiamo potuto assaggiare la carne alla brace che stavano preparando; è stato però uno spettacolo vedere le costate sulla piastra pronte per essere servite ai fortunati commensali. Noi ci siamo serviti allo Scotoncino, cioè una casetta in legno che preparava panini e patatine fritte.

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100 metri a valle del Rifugio Scotoni ci sono delle cascate ghiacciate su cui si cimentavano arditi scalatori. Noi ci siamo fermati qualche minuto per scattare qualche foto.

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Terminata la discesa, quando ormai si è entrati nell’Alta Badia, ci attende la seconda grande attrazione del Giro della Grande Guerra, e cioè il traino dei cavalli per circa 1,5 km fino alla località Armentarola. In pratica, gli sciatori (quasi un centinaio per slitta) si aggrappano a una coppia di lunghe corde a loro volta attaccate ad un slitta trainata da due cavalli. L’esperienza è suggestiva e raccomandabile; è inoltre apprezzabile che la Val Badia abbia deciso di superare il problema rappresentato dal lungo pianoro attraverso una soluzione così eco-friendly e accattivante per il turista.

Terminato il traino dei cavalli abbiamo attraversato la strada statale e preso un breve skilift che ci ha condotto alla facile discesa che porta a San Cassiano. Verso le 13.30 abbiamo preso la cabinovia che ci ha portato in cima al Piz Sorega.

Dal Piz Sorega ci siamo diretti verso la Gran Risa, cioè la pista nera famosa perché sede di uno dei più prestigiosi slalom gigante della Coppa del Mondo. Anche questa probabilmente deve considerarsi una deviazione rispetto al giro classico, ma come ho detto al mio amico, nello scendere la Gran Risa “abbiamo adempiuto a un dovere morale”.

Verso le 14 eravamo a La Villa, dove abbiamo preso la cabinovia che ci ha riportato in cima al Piz La Villa. Da qui abbiamo fatto una serie di piste e seggiovie che ci ha portato prima al Passo Campolongo e poi ad Arabba; abbiamo quindi “saltato” Corvara, per motivi di tempo.

Alle 15.10 abbiamo preso la cabinovia per Porta Vescovo (2.478 mslm), dove ci sarebbe piaciuto fermarci per ammirare il panorama e dissetarci. Purtroppo era troppo tardi  e con la “lingua felpata” ,a causa della seta, ci siamo velocemente diretti verso Malga Ciapela.

La nostra disperata corsa contro il tempo ha avuto successo. Siamo arrivati a Malga Ciapela verso le 15.50, giusto in tempo per prendere le ultime corse delle tre funivie che ci hanno portato (quasi) in cima alla Marmolada (3.233 mslm). Da qui abbiamo iniziato una discesa di 2.045 metri di dislivello e lunga 11,35 km (fino a Sottoguda); questa discesa è complessivamente durata 43:18 minuti, con tempo in movimento di 35:37 minuti (dati del mio GPS).

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Giunti a Malga Ciapela, grazie alle abbondanti nevicate dell’inverno 2018, abbiamo preso il sentiero dei Serrai di Sottoguda (è il sentiero che parte subito a sinistra del rifugio in legno e vetro). Questo sentiero attraversa una stretta gola tappezzata da cascate di ghiaccio. Lo abbiamo percorso molto lentamente e perché vi erano molti pedoni, e per ammirare le cascate di ghiaccio, e perché ormai erano le 17 e, dentro la gola, la visibilità era ormai scarsa (abbiamo dovuto toglierci la maschera da sci).

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Arrivati nel centro di Sottoguda (uno dei borghi più belli d’Italia), abbiamo camminato per un centinaio di metri prima di raggiungere la strada principale dove, alle 17.15, siamo saliti sull’ultimo skibus per Alleghe. Alle 17.38 siamo arrivati alla macchina.

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Dati finali della sciata

Dal sistema di rilevazione dei passaggi sugli impianti di risalita risultano i seguenti dati:

  • Numero impianti: 28
  • Stima km pista: 50,10
  • Dislivello positivo: 9.708 metri

Costi

Skipass: il giornaliero del Dolomiti SuperSki in bassa stagione: € 53
Bus da Pescul a passo Giau e da Malga Ciapela ad Alleghe: € 5 + 4
Traino di cavalli: € 2,5.

Consiglio di comprare i biglietti dello skibus insieme allo skipass, evitando così di dover mettere mano al portafoglio più volte, magari con problemi di resto da parte dell’autista.


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